8 marzo

Nessuno mette il mio romanzo in un angolo #davveropari

Scrivo reduce dalla prima presentazione del mio libro, “Senza biglietto da visita”.

É stata una serata bellissima, carica di energia, animata da menti brillanti, le tante amiche che sono venute a festeggiarmi proprio l’8 marzo, che sì, ce l’hanno spiegato, non è una festa, è una commemorazione e un momento di riflessione. Però per me quest’anno è stato proprio la festa del mio romanzo.

come ho pubblicato il mio primo romanzo

Difficile condensare in un post tutti i sentimenti e le idee emerse durante la serata.

La prima cosa che voglio dire a chi è venuta, ma anche a chi mi segue da lontano è: grazie.

Del vostro calore, del tempo che vi siete prese per leggere “Senza biglietto da visita” e di aver condiviso con me e tutte le altre le vostre riflessioni.

Grazie a chi ha scritto una recensione sul suo blog o su Amazon, che per un’acrobata senza rete come me vale moltissimo.

Grazie che ve ne siete fregate dello sciopero dei mezzi e avete attraversato Milano per partecipare alla presentazione. Eravate proprio tante! Se non ci fosse stato lo sciopero solo posti in piedi 🙂

Grazie di aver comprato il mio libro su Amazon!

 

Secondo.

Io sono abituata a parlare in pubblico e non mi emoziono particolarmente, anzi parlo troppo. E quindi, mentre me ne stavo seduta sul divanetto con Iolanda Restano e Marcella Visconti, vi osservavo. Osservavo le vostre facce, che mi sembravano veramente tutte molto interessate, osservavo i vostri sguardi, così attenti, così carichi di tutte le cose che pensavate e volevate dire. E quindi mi sono detta: che parterre di donne super che ho qui stasera! E sono delle mie amiche! WOW!

Dovete assolutamente venire sulla pagina Facebook di 40 Spesi Bene e gustarvi i video della diretta! Sono così densi di storie personali di donne, mamme e lavoratrici, che nel libro hanno rivissuto le loro scelte.

 

Terzo. Il titolo di questo post.

L’ho raccontato così tante volte che ormai lo sanno anche i sassi: questo romanzo doveva uscire con una famosa casa editrice, che poi ha mollato gli esordienti (tra cui me), perchè doveva cedere il ramo narrativa ad un’altra casa editrice. Questo il motivo della mia scelta di andare da sola con Amazon.

Parafrasando “Dirty Dancing”, nessuno mette il mio romanzo in un angolo. Nemmeno tu, manager che non sai nemmeno che sto al mondo.

 

E per questo alla fine il messaggio più forte con cui ci siamo lasciate la sera dell’8 marzo è forse proprio questo:

 

noi donne non molliamo mai.

 

Se ci buttano fuori dalla porta rientriamo dalla finestra.

Se ci lasciano a casa ci reinventiamo.

Se rimaniamo senza biglietto da visita sappiamo scrivercene uno nuovo.

Se c’è da soffrire per essere più coerenti con noi stesse, noi non ci tiriamo mai indietro.

Noi non scappiamo, non ci giustifichiamo, non ce ne laviamo le mani.

Tutte le volte che cadiamo troviamo un modo per risollevarci.

Per far nascere dalla merda i fior (cit.).

 

E quindi.

E quindi ci meritiamo un paese all’altezza dei nostri diritti di donne, mamme e lavoratrici. Ci meritiamo degli uomini migliori. Ci meritiamo meno retorica e più leggi che dall’alto introducano ciò che evidentemente la cultura e l’educazione non sono ancora in grado di garantirci.

 

E poi soprattutto una cosa: smettiamola di considerare tutto ciò che ci riguarda trascurabile e sacrificabile rispetto alle esigenze dei nostri uomini.

 

Vi faccio un esempio: l’altra sera alla presentazione non sono potute venire delle donne perchè non sapevano a chi lasciare i figli, perché la baby-sitter doveva andarsene prima a causa dello sciopero dei mezzi e il marito rientrava tardi, come al solito. Ecco, io sono pronta a scommettere che a nessuna di queste amiche sia venuto in mente di dire al marito: torna prima che devo uscire.

 

Perchè tanto il mio tempo personale di donna, viene sempre dopo il tempo per i figli e per la famiglia. Leggi: per consentire a mio marito di non guardare l’orologio.

 

Perciò alla fine.

Serata super, proprio nel giorno dello sciopero delle donne per l’8 marzo.

Sciopero giusto? Sbagliato?  A voi la risposta.

Non tutte abbiamo scioperato (non potevamo!), ma in un paese adeguato ai nostri diritti non ce ne dovrebbe nemmeno essere bisogno.

 

Se vogliamo essere davvero pari, ragazze, penso che dovremmo iniziare dal darci sempre il giusto valore, perchè altrimenti gli uomini non ce lo daranno mai.

 

Sul tema #davveropari leggi anche i post di Genitori Channel , ClaudiaAlessia e Mamma Felice.

 

Leggi anche: Parti dal tuo bilancio professionale, Impara a darti valore sul lavoro, Vi insegno a vivere di rendita senza lavorare.