Audible: pro contro e costi

Audible, una nuova abitudine

 

Questo maledetto Covid ci ha portato sicuramente ad usare il tempo a casa in modo diverso. Tra le nuove abitudini – positive – che ho acquisito c’è Audible. Lo conoscete già?

Non è una novità, del resto gli audiolibri su CD sono sempre esistiti, ma in questo caso si tratta della app pay-per-use in stile Amazon Kindle Unlimited (quella per gli ebook).

Dopo un mese di prova decidi se ti piace e poi paghi un piccolo canone mensile (9,99 Euro). Puoi anche limitarti a qualche mese di utilizzo e poi interrompere e riprendere quando preferisci.

Ho iniziato ad usare Audible perchè prima del Covid dicevo che ero troppo presa per leggere romanzi, invece Audible risolve proprio questo problema.

Mentre ascolti la voce di un attore che ti legge la storia, intanto fai andare le mani, cucini, fai la ginnastica sul tappeto del salotto, metti in ordine la casa, guidi la macchina. Lo adoro! E in questo ultimo mese ho ascoltato diversi racconti che mi hanno preso.

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I pro di Audible:

  • un canone mensile che ha molto senso se paragonato al costo di un romanzo cartaceo o ebook. Con 10 euro al mese non potresti mai comprare 3 romanzi, che è mediamente quello che sono riuscita ad ascoltare nell’ultimo mese (poi dipende dalla lunghezza del singolo libro e dal tuo tempo).
  • la flessibilità dello strumento, che porti con te ovunque ed utilizzi quando vuoi

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I contro di Audible:

  • personalmente trovo che l’incognita maggiore sia rappresentata dalla voce di chi legge e dalle sue capacità interpretative. Una voce “sbagliata” può compromettere la gradevolezza di un romanzo che letto sarebbe magari bellissimo. Stesso discorso anche per la tipologia di racconto. Se devo ascoltare preferisco una storia narrata in prima persona (per es. un racconto autobiografico o in cui il protagonista romanzesco si racconta), al contrario le descrizioni lette ad alta voce mi sembrano noiose. Ma sono gusti personali.
  • non tutti i romanzi sono presenti, ma c’è un assortimento veramente ampio, anche di classici e best seller.

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Alcuni titoli che ho ascoltato recentemente e che mi sono molto piaciuti:

“Eleonor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman, best seller dell’anno scorso. Letto benissimo, anzi interpretato. Molto scorrevole.

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“Le assaggiatrici” di Rosella Pastorino. Anche questo più recitato che letto. Lo consiglio come romanzo.

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“Per il mio bene”, l’autobiografia di Ema Stokholma letta da lei stessa. Una storia vera che ha dell’incredibile, ti prende e non ti molla. Lei poi ha una voce così graffiante.

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Poi ci sono anche svariati podcast: scientifici, storici, filosofici. A volte preferisci non immergerti in un romanzo, ma ti risulta più pratico ascoltare contenuti “più frazionabili”, da poter interrompere e riprendere in base alle attività che stai svolgendo in quello specifico momento. A me piace molto lo storico Alessandro Barbero.

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Una delusione “La vita bugiarda degli adulti” di Elena Ferrante. Con rispetto per la grande autrice e per la grande attrice, Anna Bonaiuto, che legge il romanzo, sono arrivata in fondo proprio per disciplina. Come dicevo prima: se il tono di voce del narratore non c’è anche la migliore lettura non c’è. In questo caso la Ferrante fa parlare una tredicenne anni Ottanta con il linguaggio di una prof di lettere settantenne. Chiaramente la narrazione, affidata ad un’attrice anche lei settantenne, risulta poco autentica.

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Se volete provare Audible il primo mese è gratuito.

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Dopo tanto tempo ho rivisto un’amica e, combinazione, anche lei usa Audible con grande entusiasmo. Ci siamo messe a scambiarci i titoli più interessanti! Comunque anche con gli audiolibri si può organizzare il classico “club del libro”.

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E voi? Cosa ne pensate? Siete d’accordo con la mia teoria della voce narrante?

oo

 

 

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