buongiornissimo kaffè

Buongiornissimo kaffé e i millennial che ti prendono per i fondelli

Sei una quaranta/cinquantenne che la mattina va su Facebook e posta un’immagine somigliante a questa?

 

 

Bene, sappi che, nonostante le numerose risposte, like e condivisioni ricevuti dai tuoi amici, sei diventata lo zimbello dei Millennials.
Non sai chi sono i Millennials? Sono i nati tra il 1980 e il 2000. Cioè tuo figlio, il tuo nipotino cresciuto che adesso si laurea, ma anche molti giornalisti e blogger che si trovano ad analizzare l’utilizzo che le persone fanno dei social.
Sappi anche che ci sono molti post online che parlano del fenomeno del buongiornissimo kaffè.

Naturalmente tu non ne sei a conoscenza, perchè tuo figlio e il tuo nipotone se li condividono su Facebook alle tue spalle per non farsi beccare, mica vogliono offenderti. Semplicemente ti studiano come un fenomeno sociologico e un po’ se la ridono.

 

Il tuo “peccato”?

Che fai un utilizzo ingenuo e naif dei social.

 

Non potendo andare al bar a berti un caffè (perché magari devi iniziare in fabbrica alle 7 oppure salire sul treno pendolari che ti porterà in ufficio con mezzora di ritardo) ti piace augurare il buongiornissimo kaffè su Facebook.
Un’immagine condivisa che ha più o meno questo senso:

“Fa freddo, inizia un’altra giornata, ma…ehi! Buongiorno a tutti! Chi c’è online?”

 

E ti becchi un sacco di like e risposte dai tuoi amici che hanno la tua età e stanno andando al lavoro proprio come te. Vi fate compagnia, insomma.

 

Sì, usi Facebook per il buongiornissimo, ma alla fine che male fai?

 

Non è che i Millennials (o la generazione Z, quella dei nati dopo il 2000) passino il tempo a condividere perle su Facebook e gli altri social.

A essere un po’ cattivelli si potrebbe anzi obiettare che, anziché incavolarsi per le prospettive di lavoro che ha la loro generazione e fare la rivoluzione, passano più tempo a commentare le foto di Instagram. Diciamo che sono un po’ distratti pure loro.

 

Tra tutti gli articoli usciti sul tema mi piace segnalare questo di Vice, che è di un millennial che almeno ha dedicato del tempo allo studio del “fenomeno” (cioè te e i tuoi amici) e che ha provato a vivere una settimana su Facebook come un cinquantenne.

Potremmo obiettargli che ha una visione un po’ distorta dell’over: non abbiamo tutto questo tempo per postare tre volte al giorno foto del caffè, meme, piedi o immagini di gattini da salvare. Magari una volta ogni tanto sì. Perchè solitamente l’over40 e 50 va al lavoro e passa meno tempo sui social di un ragazzo.

Potremmo anche obiettare alla scivolata su “le sembianze comunicative di una donna in età da menopausa”, ma glissiamo perchè evidentemente sono le parole di un giovanotto inesperto, da svezzare, diciamo così 😉

 

Quello che manca in questo e altri post è la conclusione finale.

So what?

 

Dai, ragazzi, almeno siate sinceri!
I millennial criticano ma non hanno il coraggio di mettere nero su bianco che secondo loro i 40-50 enni sono degli analfabeti del mondo social, insomma dei sempliciotti.
Naturalmente è vero solo in parte, molti lo sono e molti no.
Come è altrettanto vero che tra i millennials ci sono ragazzi che condividono contenuti interessanti ed altri che fanno circolare enormi schifezze, alcune delle quali hanno purtroppo l’onore delle cronache.

 

Questo post mi è stato ispirato oggi, dopo aver preso parte ad una conversazione che sì è sviluppata intorno alla foto della Ferragni che piange di gioia dopo il parto.

Per le fan millennials condividere momenti così intimi (io dico intimissimi) della propria vita famigliare è ovvio, naturale. Sei una celebrity, condividi tutto.
Noi 40-50enni abbiamo un concetto di privacy diverso.
A me personalmente la foto della Ferragni in ospedale che piange ispira un moto di imbarazzo, come se sbirciassi dal buco della serratura. Mi sento di invadere qualcosa di personale pure se mi viene offerto su un piatto d’argento dalle condivisioni Facebook. (E non dico così per dire. Quando facevo la mamma blogger a un certo punto ho deciso di non condividere molte parti della mia vita famigliare e con questa scelta mi sono tagliata fuori dal business)

 

Allora mi chiedo:

è davvero così terribile condividere un buongiornissimo kaffè, un gesto fatto spontaneamente e senza malizia?

 

Oppure è così cool&new lasciarsi sbirciare in sala parto/postare ogni singolo allenamento in palestra/ farsi la foto con gli outfit senza essere una fashion blogger ma provando a?

 

Una risposta non c’è. Esiste invece un divario tra generazioni ed esistono i contenuti.
Ognuno trovi chi e cosa seguire in base ai propri gusti.

Ma inviterei i Millennials che pensano di saperla lunga a chiedersi se fa più danno un buongiornissimo kaffè o un profilo Instagram pieno di follower comprati 😉

 

E invece alle amiche del buongiornissimo dico una cosa.

 

Lo so che 40 Spesi Bene ha un pubblico di lettrici molto eterogeneo, dalla quarantenne ipertecnologica a quella che non conosce le dinamiche dei social. Per cui a queste ultime consiglio: condividete pure il vostro buongiornissimo kaffé che non fate del male a nessuno e anzi, vi mette di buonumore per iniziare la giornata.

Però se postate il selfie che vi fate quella volta che siete in tiro per andare a una festa, oppure la foto del compleanno dei vostri figli o delle vacanze abilitate il filtro privacy  e mettete “Amici” e non “Tutti”.

 

Perché a me è successo di venire a vedere i profili di alcune lettrici del blog, donne che non conosco personalmente e vivono a chilometri di distanza da me, proprio quelle che condividono i buongiornissimo kaffè. Bene, ho visto tutta la loro vita spiattellata in pubblico.

 

Se è una scelta nulla da obiettare, ma se per caso questo aspetto vi è sfuggito, beh, allora proteggetevi un po’, sia dal pettegolezzo di quartiere sia da quelli che vi prendono per i fondelli.

 

Stare sui social deve essere un momento di informazione e svago, meglio non alle vostre spalle.

 

Leggi anche

Richieste di amicizia su Facebook da sconosciuti: come riconoscere i falsi profili

Amicizie: fammi entrare nel giro giusto