come scegliere l'estrattore di succo

Come scegliere l’estrattore di succo che fa per te

Come scegliere l’estrattore di succo?

Come avevo anticipato nei commenti a questo post sui regali di Natale, quest’anno, dopo aver partecipato al corso di cucina naturale di Susanna Villa, ho chiesto in regalo l’estrattore di succo (il famoso slow juicer).
(Sì, dopo i 40 sappiamo benissimo che curiamo di più l’alimentazione, stiamo attente a quanti enzimi ci sono nel succo che beviamo così combattiamo i radicali liberi che favoriscono l’invecchiamento etc. etc.)

Poichè sono una neofita non vegana ho investito un po’ di tempo nella scelta del tipo e marca giusti e vi racconto la mia esperienza, magari vi aiuterà.
Partiamo dalle basi.

Perchè acquistare un estrattore

panasonicDa anni la mia vecchia centrifuga stava sul ripiano più alto dello scaffale, non la usavo più perché lo scarto era veramente troppo e poi più che succhi mi sembrava di bere emulsioni schiumose.
Poi, complice un assaggio e la voglia di curare meglio l’alimentazione di tutta la famiglia, mi sono presa l’estrattore. I succhi fatti con l’estrattore sono più ricchi di enzimi, vitamine e antiossidanti e, grazie alla tecnologia di spremitura, non incorporano aria e quindi il succo dura di più, non si ossida. La frutta e la verdura che mangiamo entrano nel processo digestivo, il succo invece viene assorbito molto più velocemente, quindi va benissimo come alimento energizzante.

Rispetto alla centrifuga che avevo, l’estrattore gira molto più lentamente: sui 40 giri al minuto. E’ proprio questo che non alza la temperatura di frutta e verdura e quindi non ne altera le proprietà. L’estrattore non ha lame, non affetta o sminuzza il cibo. Ha una coclea, una specie di maxi vite, che schiaccia e spreme.

Gli scarti infatti sono assolutamente fibrosi e privi di liquidi, tranne la banana, che resta mangiabile dopo la spremitura (così non la buttate via).

Le mie impressioni sono più che positive. Vi garantisco che un succo fatto con l’estrattore non è solo più sano, ha un gusto veramente migliore. Inoltre, mi diverte molto inventarmi succhi con verdure e frutta e farli bere anche ai miei figli.
Per esempio l’altro giorno ne ho fatto uno con cavolo rosso, mela e limone. Quando mai mi era successo di bere qualcosa di questo colore e trovarlo buonissimo?
succo

Noto poi che consumiamo molta più frutta e verdura, perché non usiamo il succo come sostitutivo di ciò che mangiamo normalmente. Inoltre i bambini non vedono l’ora di usarlo e inventarsi nuove ricette.

Criteri per la scelta dell’estrattore

Imprescindibile è la lentezza di spremitura. Un prodotto valido lavora sui 40 giri al minuto.

Per quanto mi riguarda ho guardato anche:
 l’ingombro, cercando un prodotto che occupasse il minor spazio possibile in cucina
il numero di pezzi che lo compongono, scegliendo un modello che ha coclea e due cestelli contenitivi, coperchio e stop, perché poi bisogna lavare il tutto ma fare in fretta.
il prezzo. In commercio si trovano articoli costosissimi e io, in quanto neofita, volevo iniziare da qualcosa di meno impegnativo.

Insomma, alla fine il marito mi ha regalato un modello di marca di fascia media: il Panasonic MJ-L500 Slow Juicer. Era in promozione su Amazon, mi sembra lo sia tuttora.
Se volete comprarlo e leggere le recensioni cliccate qui.

Io sono contentissima del regalo, tant’é che spesso preparo un succo di verdura da bere durante i pasti. Mi diceva Susanna che nei succhi è sempre meglio che il rapporto frutta-verdura sia sbilanciato a favore di quest’ultima, per assumere la giusta quantità di zuccheri. Confermi Susanna?

Nei prossimi giorni collauderò anche il cestello che serve a fare i sorbetti di frutta e mi ha fatto propendere per questo modello.

cestello sorbetto

 

 

In conclusione.

Esistono molte marche e modelli di estrattori che potete trovare su internet. La mia esperienza è che non vale la pena di spendere più di 160 Euro se siete degli utilizzatori medi senza esigenze particolari.

 

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Photo Credit: Shendi-lee Cox