vivere bene il momento presente

Photo Credit: Jagrina

Stop ai mugugni. Come vivere bene il momento presente

Ore 19, lunedì, appuntamento fisso: lezione di pilates.

C’è chi aspetta l’inizio dell’ora sdraiata a occhi chiusi, chi scambia due parole con la vicina di tappetino, chi ruota caviglie e polsi per allontanare la fatica.

 

Poi una voce e la domanda spiazzante: «Come state?»

Qualche sbuffo, un sorriso, «Stanche!»

«Ma come di lunedì?!?!», replica l’insegnante con atteggiamento stupito e curioso.

La risposta: una lieve alzata di spalle e una fragorosa risata. Liberatoria.

E che pilates sia.

 

Mi lascio avvolgere dal ritmo del mio respiro e rivolgo la mente solo agli esercizi e alla giusta tensione che sento nella parte del corpo coinvolta.

 

Straordinario: il tempo si dilata, non esiste nient’altro che questo, tutto il mondo è fuori.

 

Lungo la strada verso casa mi affiorano alla mente una serie di considerazioni che quest’ultima lezione, molto più che una semplice seduta di esercizi, mi ha regalato.

 

1. Quanto siamo abituate a rispondere in maniera automatica quando qualcuno ci chiede come stiamo?

Sono quasi certa che la maggior parte dice: stanca, nervosa, abbastanza bene, ma sì dai… tutto sommato, incasinata e di corsa. Ma siamo sicure che sia così? E che soprattutto sia sempre così?

 

2. Quanto siamo affezionate all’arte del lamento che non fa altro che ingigantire ogni genere di problema?

Dal “Cosa mi metto stamattina” al “Devo correre a ritirare le medicine in farmacia”, a “Il mio capo oggi non me ne ha fatta passare una”?

 

3. Quanto davvero siamo capaci di accorgerci quando stiamo bene?

Quando non avvertiamo alcuna tensione, dolore, preoccupazione, pensiero in più nel corpo e nella mente?

 

Stare bene, e serene, è una naturale conquista, ma all’inizio richiede anche un pizzico di allenamento quindi vi lascio con qualche semplice esercizio da fare all’occorrenza.

 

1. Mai più riposte di getto e abitudinarie.

Ascoltate la domanda dell’interlocutore, prendetevi tre secondi e poi rispondete con sincerità, senza alcun timore di dirgli «Bene. Davvero bene. Grazie!».

 

2. Ognuno ha diritto al suo momento di rimuginio

Allora prendetevi cinque minuti, cinque, per sfogarvi, o meglio per lamentarvi proprio di quello che vi è accaduto o che vi tormenta. Se volete fatelo anche a voce alta sia che ci sia qualcuno con voi oppure no. Dichiarate cosa state facendo, fatelo e, passati i cinque minuti, basta! Tutto archiviato e non ritornateci più ne con la mente né con le parole. Il problema ha già un nuovo aspetto.

 

3. Portate l’attenzione a ogni momento che vivete e sottolineate quelli in cui vi sentite bene

in cui percepite netta la sensazione che non potete essere che lì, in quel momento e fare quello che state facendo (il classico: al posto giusto nel momento giusto). Sensazione impagabile e soprattutto che si può evocare ogni volta che gli eventi si accaniscono su di noi.

 

Provate e fatemi sapere!

 

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