Photo Credit: Stephane

Compio 40 anni e impazzisco

Vado su Facebook e leggo lo status di un’amica. Foto di piede con unghie smaltate di rosso. Dice che nella sua vita non le aveva mai avute così e che si sente un po’ trasgressiva. Quasi quasi si fa anche il tatuaggio, lei che non ne ha mai avuto il coraggio. Si chiede se non stia attraversando una seconda adolescenza.

Cara, cara, carissima amica.

(Qui è la Donna Letizia nascosta in me che prende il sopravvento)

Carissima amica,

come ti capisco.

Anche se io non farei mai un tatuaggio ed anzi, pur rispettando chi ne porta anche molti sul proprio corpo, sposo la visione di Elio e le Storie Tese ben espressa in “La Follia della Donna” (Non hai mai pensato a un tatuaggetto/ La tua amica sfoggia un tatuaggetto/ Corri, corri a farti un tatuaggetto / D’improvviso hai bisogno di un tatuaggetto, un tatuaggetto, un tatuaggetto./ D’un tratto non ti piace più, cosa fai? Lo togli, non puoi. Ne fai un altro più grosso.)

Secondo me non è che dopo i 40 una sbarella. E’ che hai quella sensazione di it’s now or never. Parlo per me, ma forse si applica anche a voi che mi leggete. Sapete quell’impressione che se non lo fai ora non lo farai mai più?

Tipo: unghie rosse da maliarda oggi che sono una bella milfona e non ho le dita a salsicciotto. Oppure: se non mi metto in tiro adesso quando lo farò? A 60 anni per la Comunione dei nipotini?

Adesso capisco quei discorsi tra mia madre quarantenne e certe sue amiche del giro delle carte, quelle che a un certo punto sghignazzavano proclamando: ”Datela adesso che poi non ve la chiedono più!”. (che poi io dodicenne avrei voluto sapere cosa dovevano dare esattamente e chi doveva chiedergliela).

Però, battute a parte, c’è dell’altro.

C’è che, cresciuti i figli, ci sei tu che torni in primo piano. Con le tue esigenze, dalle più serie alle più facete. Ti concedi di essere giocosa, leggera, ma non superficiale. Ti diverti, sai ridere di te stessa, delle tue inibizioni. Anzi, scopri che alcune sono immotivate. Le tue non sono vere trasgressioni, semmai nuovi modi per soddisfare nuove esigenze.

Ed infine un’altra domanda: qual è la vera trasgressione? Deve essere per forza estetica? Non potrebbe essere qualcosa dentro di noi, che rompe un equilibrio, ci apre nuovi orizzonti e ci lancia verso nuovi progetti?

Dai, mi svelo: a me piacerebbe un bel taglio corto con colore shock. Qualcosa tipo questo:

Photo Credit: Helga Weber

 

 E voi? Qual è la pazzia post 40 che avete voglia fare?