Photo Credit: Leonora Giovanazzi

Cosa ho imparato in spiaggia quest’anno

  1. Quando una donna smette di presentarsi in spiaggia con un uomo e inizia a presentarsi con il suo cagnetto è la fine per qualsiasi futura relazione seria. Difficile tornare indietro.
  2. Complimenti alla over 50 che ho visto sparire con il bagnino. Infatti ha una cagnetta. 
  3. Le donne in spiaggia sono di tre tipi: con il tanga in mezzo alle chiappe, anziane con il cappellino, #mammeurlanti che rompono i coglioni ai figli in acqua.
  4. Uomini catalogati quest’anno: giovane maschio con le mutande firmate che escono dal costume, giovanotto floscio con tanti tatuaggi, giovanotto sodo con meno tatuaggi, single abbronzato che indossa solo slipppone bianco, papino che in quanto tale becca, anziano ingegnere che scruta l’orizzonte con le mani dietro la schiena. Tutti ogni tanto si toccano il davanti del costume per essere sicuri che non sia sparito nulla.
  5. La spiaggia è come l’autostrada: c’è sempre qualcuno che mette l’asciugamano davanti al tuo, non fa la pipì al bagno e butta i mozziconi per terra.
    1. Corollario: chi ti si si metterà a sedere davanti ti stordirà con le sue ascelle.
    2. Corollario: tutti quelli che nuotano al largo senza mettere sotto la testa stanno facendo la pipì.
    3. Corollario: appena cambi posto per non respirare il fumo passivo del vicino il nuovo vicino si accenderà una sigaretta.
  6. Tutti consultano continuamente il cellulare e smettono subito di fare il bagno quando li sfiora il pensiero che qualcuno possa rubarlo dalla borsa.
  7. nonni che possiedono cellulari di ultima generazione sono in grado di sfragolarti con le foto dei nipoti molto più di qualsiasi primipara attempata.
  8. Raggiunto un grado sufficiente di abbronzatura, a molte donne piace farsi i selfie sotto l’ombrellone. Si impegnano nella migliore duckface e la condividono su tutti i social, ma poi scrivono che è  solo #perscherzo. Se fanno la foto con l’amica allora si taggano #bestfriends e la postano nella chat Whatsapp di scuola.
  9. Non esiste limite alla fantasia dei tatuaggi e ai posti in cui si possono notare. Che male.
  10. I ristoranti sono pieni e quindi dov’è la crisi. Sì però al ristorante ci incontri sempre gli stessi.
  11. Russi ovunque, mica solo nella casella dello spam (n.d.a. questa arriva dopo).
  12. Come al solito d’estate le donne esibiscono lo smalto sulle unghie dei piedi, certi uomini le ciabattone inguardabili e il borsello a tracolla.
  13. Discorsi sotto l’ombrellone. Se maschi: “Ma voi è dieci anni che non andate in Champions.” “Ma noi abbiamo preso…(segue nome calciatore semi-analfabeta, fate vobis)”. Di solito detto da chi lo sport lo fa solo sul divano. Se donne: ”Ho appena fatto la ceretta e non dura niente. Dove vai tu? Quando prende la tua estetista per l’inguine?”

Conclusione: Cosa sono le spiagge se non l’ennesimo modo di fingere di sopportarci vicendevolmente?