Donne che aiutano le donne

Per concludere lo speciale Lavoro qui sul blog prima delle vacanze estive, desideravo molto dare voce ad Annalisa Quaranta, una professionista della comunicazione che un bel giorno ha deciso che aiutare sul lavoro le altre donne come lei dovesse diventare la sua priorità. Un bel tipo tosto, vedrete.

CkI_wf_OAnnalisa, ci spieghi qual è la storia di Talent Donna?

In realtà la storia di Talent Donna è la mia, perché quando crei un progetto e lo fai per gli altri, in realtà stai partendo da te, da quello che conosci meglio e da quello che pensi possa essere di supporto a chi condivide con te un momento esistenziale. E per me il momento più critico, legato al  lavoro, è arrivato con la maternità e con la mia scelta di ritirarmi dal mondo professionale, perché inflessibile nei modi e negli orari.

Nel 2010 , accompagnata dalle critiche di tutti, mi licenzio dal mio posto di lavoro, bello, ben pagato, appagante e da 10 anni punto di riferimento della mia crescita professionale.

E così entro nel mercato delle donne inoccupate e scopro che non ero l’unica ad aver fatto quella scelta o comunque a trovarmi fuori dal mercato del lavoro dopo la maternità e scopro anche che, più in generale, nel nostro paese 1 donna su 2 è fuori dal contesto produttivo, praticamente un potenziale accantonato causa mercato rigido.

Hai avuto un bel coraggio a mollare tutto così…

Sì, però avevo molta fiducia nelle mie capacità e conoscenze e mi sono messa a cercare un ambiente di lavoro più accogliente. Il destino mi fa incontrare FattoreMamma, un’agenzia che si occupa di progetti di comunicazione rivolti al pubblico delle mamme e che per questo ha un occhio speciale per il lavoro femminile e delle mamme in particolare. Finalmente ricomincio a lavorare, ma in un modo flessibile e assolutamente equilibrato con il mio sentire di mamma.

E poi?

Sistemata la mia situazione non posso dimenticare tutte le altre donne in attesa, inoccupate, frustrate e deluse. Non è giusto mettere le famiglie, ed in particolare le donne, di fronte alla scelta dentro o fuori dal mondo del lavoro quando nasce un figlio. Nessuna donna dovrebbe trovarsi in questa situazione.

Inizio a partecipare a tanti convegni, eventi e workshop sulla situazione delle donne nel mondo lavorativo, per capire, aggiornarmi, ascoltare le idee e proposte degli esperti. Ma ogni volta esco puntualmente piena di parole e priva di soluzioni concrete.

Da qui l’idea di Talent Donna?

Nel 2012 ripartendo da me, da quello che sapevo fare, da quello che facevo con i miei progetti di comunicazione per aiutare le aziende a vendere i loro prodotti e servizi, intuisco che la Rete poteva essere un serbatoio di grandi risorse e opportunità anche per le donne fuori dal mondo lavorativo o per chi voleva reinventarsi.

E così nasce Talent Donna, con tutto il supporto naturale e professionale di FattoreMamma, un progetto che ha lo scopo di valorizzare il talento professionale femminile. Un percorso concreto che si basa sulla possibilità di partecipare a workshop formativi in cui, grazie al confronto con gli esperti della Rete, imparare a usare i canali social in termini professionali, aprire un blog e curare il proprio personal branding. Altri momenti formativi “informali” sono gli inspiring happy hour, dove attraverso il racconto dell’esperienza professionale dei nostri ospiti e dei progetti delle aziende sponsor, si punta ad accendere la fiamma dell’ispirazione nelle partecipanti.

Che bilancio ne fai a tre anni dal lancio?

Penso che la parte più bella del progetto, forse perché inaspettata , sia proprio il network spontaneo che si è creato tra le partecipanti: collaborativo e di reciproco scambio di competenze e progettualità.

E così ho visto nascere tante belle collaborazioni e anche proficue.

E così che ho visto alcune donne uscire dal blocco emotivo che le relegava in contesti lavorativi poco gratificanti per cercare nuove soluzioni. E’ così che sono volata in Turchia per raccontare questa best practice in un Simposio organizzato dalla Comunità Europea, che raccoglieva testimonianze di percorsi di formazione rivolti ai giovani e alle donne, su segnalazione proprio di una Talent Donna.

E’ così che abbiamo cominciato a raccontare le storie delle Talent Donne su Donna Moderna, per richiesta della direttrice Annalisa Monfreda, ospite in uno dei nostri aperitivi e che ha potuto toccare con mano questa bella realtà.

Quante donne avete formato finora?

Oltre 100 donne e più di 1.000 hanno partecipato ai nostri eventi. Quest’anno Talent Donna è stato ospitato in tanti convegni in cui abbiamo avuto modo di raccontarci e ci è stata fatta richiesta di portare anche fuori da Milano questo format.

Progetti per il prossimo anno?

Ci prendiamo questa pausa estiva per valutare nuove modalità per continuare a valorizzare le professionalità femminili e arrivare con questo progetto il più lontano possibile affinché in tante abbiano la possibilità di partecipare.

La terza edizione, che ci auguriamo di far partire entro la fine dell’anno, ha i presupposti per diventare un progetto nazionale, con nuovi contenuti che possano sempre di più arricchire le competenze digitali delle donne. E soprattutto la loro voglia di fare, con libertà, quello che amano fare nel lavoro. Perché come ci ricorda l’autrice di Appassionate, Filomena Pucci: “Quello che ti piace fare è quello che sai fare meglio”.

E io aggiungo che se questo è sostenuto anche da una rete di donne sarà molto più facile e bello.

Grazie, Annalisa!

E voi, se siete interessate a partecipare a Talent Donna tenete d’occhio il sito per tutti gli aggiornamenti!

Lavoro/Puntate precedenti

Voglia di novità sul lavoro? Parti dal tuo bilancio professionale

Sei su LinkedIn: ecco cosa fare e cosa non

Impara a darti valore sul lavoro