Ecco chi finanzia le MILF

La notizia è questa: Alison Bernstein, una quarantenne madre di 4 figli e business woman americana, ha pensato di creare Milf Capital, una società che finanzia mamme con idee di business interessanti. Il gioco di parole divertente serve ad attirare l’attenzione su una categoria e su un acronimo su cui di solito si fa della facile ironia: in questo caso infatti MILF sta per “Mothers I’d like to finance” (mamme che vorrei finanziare).

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Alison dice di aver tratto ispirazione dalle chiacchierate delle mamme mentre i bambini giocavano nella stanza a fianco. Chiunque abbia figli sa benissimo che le migliori idee vengono fuori proprio in questi momenti di scambio tra madri, quando le necessità concrete della vita quotidiana con i figli spingono le mamme a trovare nuove soluzioni.

Posso confermare che è proprio così. Anni fa, quando i miei figli erano piccoli un’amica mi propose di aprire un centro ricreativo per mamme e bambini. Non era la mia strada, ma oggi a Milano ne esistono molti e io ho collaborato con uno di questi. Ultimamente poi si sentono tante idee come le pappe biologiche, la app per genitori single, i pit stop urbani per chi gira con il passeggino, progetti d’arte rivolti ai più piccoli…vedi alla voce vincitrici del Fattore Mamma Award.

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Jolanda Restano ed Ellen Hidding premiano le vincitrici del Fattore Mamma Award 2016

 

E poi sono entrata in un network di donne che con la maternità hanno ingranato una marcia in più: imprenditrici, freelance, blogger. Quindi lo posso confermare:

a queste business woman non mancano certo le idee,

mancano gli Euro.

Farsi finanziare, ma prima ancora redigere un business plan, capire come chiederlo questo benedetto finanziamento alle banche, predisporre un piano di marketing è la parte più difficile. Milf Capital pensa anche a questo.

Parlandone con mio marito gli chiedo: ”Ma secondo te perché le banche non pensano a finanziare le mamme allo stesso modo? Non sarebbe un’idea di marketing geniale?”

Lui mi ride in faccia: “Le banche vogliono garanzie, figurati!”

In effetti capisco di aver fatto una domanda ingenua.

Sì, però penso che non c’è nessuna differenza tra noi mamme italiane e le mamme del Bangladesh finanziate da Muhammad Yunus, il famoso banchiere dei poveri che ha vinto il Nobel proprio per la sua idea che per sostenere lo sviluppo di un’intera società occorre sostenere le madri dando finanziamenti piccoli, ma sufficienti a far partire una microiniziativa imprenditoriale. Non cifre stratosferiche, ma prestiti che poi le mamme siano in grado di restituire più facilmente.

E poi – permettetemi – secondo me dovrebbe passare l’idea che è fico essere una mamma imprenditrice, una donna che non rinuncia a tutto per la maternità, ma anzi fa bene alla società due volte: la prima perché mette al mondo un bambino, la seconda perchè genera un nuovo business.

Pensate all’immagine pessima che hanno le banche in Italia tra scandali e fallimenti. Se domani mattina un banchiere illuminato (ne esistono?) o un venture capitalist dicesse “da oggi finanziamo le milf con idee innovative e brillanti”(che poi guarda il caso spesso sono proprio quelle che servono ad altre mamme e famiglie) non pensate che finirebbe su tutti i giornali e farebbe qualcosa di socialmente utile?

Insomma, qui in Italia nelle mamme non crede mai nessuno. Le mamme passano per quelle forti, multitasking, che per grazia divina sanno e devono fare tutto. E invece è la grande fregatura che le inchioda a trovare sempre dentro di sé la forza per credere in se stesse e realizzare i propri progetti.

Salvo poi farle sentire un po’ in colpa quando al tg si sente il giornalista di turno affermare che il tasso di disoccupazione femminile in Italia è superiore alla media europea.

Sarebbe bello che spuntasse un Milf Capital anche in Italia.

Le mamme sono toste e non perdono tempo. Scommetto che il finanziatore rientrerebbe dell’investimento.

E poi sarebbe invidiatissimo, perché adorato da tutte le MILF!

 

Photo credits: Unsplash