Guidi sguattera

Federica Guidi sguattera per amore

Questa storia della ex ministra Guidi costretta a dimettersi per lo scandalo collegato al suo compagno Gemelli (vi ricordo che ha detto al suo uomo che le chiedeva favori personali “Mi tratti come una sguattera del Guatemala”) ha qualcosa di antropologicamente interessante.

Potrebbe essere banalmente una storia alla “Italia got Parents” come dice scherzosamente Crozza, cioè sono potente e tengo famiglia, quindi i parenti mi assillano per ottenere benefici da me.

Invece è una storia d’amore, non si sa bene quanto ricambiato e ben riposto.

Ed è una storia di donne.

Di donne importanti, ricche e potenti.

Di figlie di padri influenti, che forse, negli anni, per compiacere le aspettative aziendali dei genitori sono state così severe con se stesse e così inflessibili con le proprie debolezze da risultare alla fine proprio più deboli ed esposte.

A chi?

Semplicemente a chi forse, in un particolare momento della vita, è stato capace di mostrare loro tenerezza, porgere ascolto, parlare alla donna e non alla manager, alla figlia di, alla donna forte. Di chi ha fatto sentire importante la donna privata più della pubblica, la donna a cui ha concesso di mostrare le proprie debolezze, il proprio lato morbido e sentimentale.

Noi donne sappiamo essere veramente severe con noi stesse, pretendendo il massimo in tutto ciò che facciamo, persino le pulizie, figurarsi la gestione di un’impresa o un Ministero. Credo che trovare un equilibrio tra la parte morbida e la parte più dura di noi sia l’eterna sfida in un mondo fatto su misura per gli uomini (e che per questo va rinnovato).

 

“La aspetto in azienda”ha commentato Guidalberto Guidi, papà di Federica, dopo le dimissioni da ministro, a chiusura di una vicenda politicamente e professionalmente imbarazzante.

Un richiamo all’ordine che suona come un rientrare nei ranghi, alla vita prima di Gemelli, il bel-ami de noantri, quando Federica era solo la Guidi, la manager.

Chissà quando Federica potrà riemergere e tornare a fidarsi di un uomo che non sia papà.