FuoriSalone

7 verità nazionalpopolari che ho imparato al FuoriSalone 2016

FuoriSalone 2016: ecco cosa ho imparato quest’anno.

1. La grande novità del FuoriSalone2016 è la partecipazione degli over (60+).

Orfani dell’Expo, che era riuscito ad avvicinarli al côté più mondano ed internazionale della città, gli anziani si buttano nella mischia, non vogliono perdere nemmeno un’installazione di Via Tortona. Questa signora della foto è stata particolarmente simpatica. Dopo aver ascoltato attentamente la spiegazione della hostess allo stand Lexus, l’ha ringraziata e sorridendo ha affermato: “Non ho capito niente, ma lei spiega molto bene.”

1-salone2

1-salone3

2. Il FuoriSalone è bello perchè il foto porn è completamente sdoganato.

Puoi tirare fuori il cellulare in santa pace senza timore di sembrare maleducato: una specie di orgia in cui tutto è consentito. Le esperienze, le installazioni, gli stand sono solo occasioni per fotografare, per fotografarsi, per essere fotografato. Qui sotto “imperdibile” scatto delle foglioline galleggianti e…

1-salone6

… del disco volante ripieno di cibo finto (e pur tuttavia molto fotogenico).

1-salone8

20160415_124408

 

3. Più passa il tempo più mi persuado che il FuoriSalone sia un enorme paese dei balocchi per noi comuni mortali digiuni di design.

Noi, che abbiamo bisogno di sentirci “dentro” all’evento. Ci danno in pasto son et lumière e noi tutti contenti andiamo a vedere. Forza fateci divertire, inventatevi qualcosa. Per esempio, lasciateci mettere le mani su questi meravigliosi cristalli con cui fate i lampadari.

20160415_123229

20160415_123418

4. Al FuoriSalone fateci giocare con il nostro narcisismo e noi saremo felici.

Veramente non riesco a trovare un’idea più emblematica di questa. Un totem in mezzo alla Statale in cui scrivere qualsivoglia cavolata, da “Ciao Mamma!” a “Forza Juve”. Per un attimo ho pensato di farmi pubblicità con #40spesibene, ma era pieno di bambini e mi vergognavo troppo. Quello prima di me ha usato #dilloalletueamiche, magari si potrebbe fare un giretto su Twitter per capire se la cosa è interessante! (#toyboy #milf)

1-dillo

 

 5. Al FuoriSalone ad un certo punto c’è sempre l’assaggio a sbafo.

Il problema è che, essendo un ambiente wannabe per wannabe, ti offrono sempre zuppettine giapponesi alle alghe, mentre tu, che cammini da due ore, vorresti almeno una pizzetta. Qui sotto foglia (commestibile) guarnita di mirtillo in riduzione.

1-salone4

A seguire brodetto di alghe. La molecola gelatinosa sul fondo non si staccava nemmeno girando la coppetta, motivo per cui l’ho preso come un segno del destino, non l’ho mangiata e ho buttato via tutto. Prima però – ovviamente !- una bella foto per internet.

1-salone5

5. Per i fighetti milanesi il FuoriSalone è come Sanremo per Al Bano e Romina: ci devi essere e con un look adeguato.

Nell’Impero della moda hipster quest’anno il baffo si porta così, come Daniel Day Lewis in “Gangs of New York”.

barba

A seguire jeans stretto con caviglia scoperta e mocassino senza calze, tracolla Vuitton o simile. Oppure superelegante ma con ciuffo folto e riga da una parte.

In Tortona fuori dalla Deloitte c’erano i tipi pettinati vicino all’auto da sogno, ma…

1-salone10

…a me è sembrato così carino il ragazzo dell’Ape Taxi, che si baloccava con il cellulare durante una pausa di lavoro.

2000px-SuitHearts.svg

1-salone11

 

6. Al FuoriSalone tutto è evento ergo tutto è monetizzabile.

Parliamo del fatturato per metro quadro che produce l’aiuola di Via Bergognone angolo Tortona, affittata da Hilfiger. Chapeau all’agenzia di comunicazione! Notate poi come furbescamente, in una simbiosi parassitaria eccellente, l’utilitaria verde vi si piazzi accanto.

salone9

E il marciapiede che ti propone la colf in regola? Decine di agenti pubblicitari e funzionari del Demanio in questo momento godono come ricci!

salone12

 

7. Al FuoriSalone nulla si crea e nulla, proprio nulla, si distrugge.

Credo sarà difficile eguagliare in creatività il signor Gianantonio Locatelli, padrone dell’azienda agricola Castelbosco, che alleva 2500 bovini e produce dell’ ottimo grana padano. Al FuoriSalone è presente con il suo Museo della Merda. Non ci credete? Ecco le prove.

1-20160417_171156

Dalle deiezioni bovine opportunamente selezionate, sanificate, de-odorate e lavorate con argilla nobile produce mattoni impiegati nei più vari usi. Lo considero un vero eco-genio.

1-20160417_173002

1-20160417_172951

Anche se in realtà la cosa più divertente che ho visto al Museo è questa.

1-20160417_173650

La scritta in basso a destra dice “Non calpestare”.

Vorrei ben vedere!