Impara a darti valore sul lavoro

E tu quanto vali? Te lo sei mai chiesta davvero? Prima di rispondere, però, una premessa è d’obbligo: non si tratta di pensare a noi stessi in termini monetari, ma al nostro valore legato all’identità professionale.

È attorno a questo nodo essenziale, e cruciale, per vivere serenamente il proprio lavoro che ruota tutto il resto: stipendio, soddisfazione, compiti e obiettivi, buone relazioni con i colleghi. Ma come possiamo raggiungere tutto ciò?

Partendo da noi.

1. Lo stipendio. Per molti il tema “soldi” è tabù e per questo si tende a giocare al ribasso, ad accettare quello che viene proposto e poi non osare mai più chiedere nulla. Il prezzo: frustrazione, lamento e sconforto. Perché, se tu sai quanto vali, quanto rendi e quanto produci non ricevere il giusto compenso, ma soprattutto non tentare neppure di chiederlo, lascia sempre un po’ di amaro in bocca. E rimanere lì nell’angolo pensando che prima o poi qualcuno si accorgerà di noi ci mette in trappola. Quindi, se ritieni di meritare di più, senza arroganza e pretese eccessive, stimati e poi bussa alla porta del tuo superiore, senza pensare a cosa ti dirà; questo lo scoprirai solo provando.

2. La soddisfazione. Qualcuno ha la fortuna di fare il lavoro per cui ha studiato o che ha fortemente desiderato svolgere. Ok, questo accade. E se non succede? La posizione giusta da assumere con te stessa è “fare il meglio che puoi, con le cose che hai, nel luogo in cui sei e nel momento che stai vivendo”. Focalizzare lo sguardo e prestare attenzione con consapevolezza alle risorse interiori e a quelle esterne che hai a disposizione sono gli ingredienti necessari per non renderla un’impresa impossibile. Anche in questo caso, vietati lamenti e rimuginii. Meglio indirizzare le energie cercando di trovare il proprio lavoro altrove, o, perché no, di realizzarlo da zero con le proprie mani.

3. Compiti e obiettivi. Per stare bene sul posto di lavoro bisogna avere sicuramente qualcosa da fare, e possibilmente che sia qualcosa di gratificante (non lo darei per scontato), bisogna avere le conoscenze e le competenze per svolgere i compiti assegnati (e anche questo non lo darei per scontato), bisogna accettare anche qualche sfida, come un impegno in più, un qualcosa di mai nuovo o mai affrontato ma che comunque sentiamo alla nostra portata (e anche questo non diamolo per scontato) e bisogna saper dire anche qualche no quando le richieste diventano esagerate in termini di carico, di orari o di qualsiasi altra cosa superi il limite (il nostro e non quello di qualcun altro).

4. Buone relazioni con i colleghi. Se lavori in un ufficio sei circondato da persone che non scegli, ma con le quali devi condividere almeno un terzo della giornata: per questo è fondamentale “prendere le misure”. Significa conoscere abbastanza bene te stessa in modo da non giudicare gli altri sul tuo metro di valutazione (quasi sempre un filo troppo rigido), in modo da non avere sempre il muso lungo o un finto sorriso di circostanza, ma di dire la tua quando serve, di sapere sorridere alla battuta del vicino di scrivania, di non criticare, ma di osservare. Punto e basta. Guardati intorno e ascolta le sensazioni che provi e come stai. E riparti da qui per costruire il tuo spazio che più sarà ben connotato più sarà rispettato dagli altri… anche dalla collega che vuole a tutti i costi raccontarti le sue avventure serali.

Sei riuscita a stilare il tuo profilo?

Sei riuscita a individuare i tuoi punti forti? E qualche mancanza?

Se sì, ora hai l’opportunità di dedicare la tua attenzione a ciò che vuoi rinforzare e il merito di aver riconosciuto ciò funziona alla grande… e, in entrambi i casi, di andare a testa alta!

 

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