Innamorarsi di nuovo a 40 anni. Dello stesso uomo.

Innamorarsi di nuovo a 40 anni. Dello stesso uomo.

C’è una canzone di Luca Carboni che si sente spesso in radio. Si intitola “Luca lo stesso”. C’è un passaggio del testo che mi smuove sempre qualcosa dentro ed è questo:

l’amore

Lo sai questa parola che effetto che mi fa

detta piano o forte, detta ad un’altra velocità

può anche uccidere, può anche darmi la felicità

detta con un altro suono oppure con un’altra età

due ragazzi che si amano e vorrei fossimo ancora così stupidi

Amami ancora adesso

sono sempre Luca lo stesso

 

Già, due ragazzi che si amano e chissà se siamo ancora così stupidi…

Mi fa pensare a quando eravamo così stupidi e non saggi, non responsabili della nostra famiglia e del nostro conto in banca. Quando eravamo liberi di pensare solo al nostro amore e coltivarlo senza interferenze. Quando sbagliavamo la fermata della metropolitana perché eravamo troppo innamorati per accorgerci di scendere in tempo.
Come si fa ad essere sempre felici ed innamorati come all’inizio di una storia anche dopo tanti anni che si sta insieme? Come fa a batterti il cuore quando lo/la vedi tutte le mattine e tutte le sere della tua vita in tutte le vostre possibili combinazioni di umore, stanchezza, salute, verve, simpatia, scazzo?

C’è questa frase della canzone: “Amami ancora adesso, sono sempre Luca lo stesso”.

Quanto è vera.
Sono io, guardami, sono qui per te.

Possiamo essere invecchiati, presi da mille impegni, consumati dai figli, amareggiati da quello che nella vita non è andato come doveva, ma io sono qui.
Non guardare la mia età, la mia stanchezza, quello che non ti piace del mio carattere, guarda me.

Il ragazzo che ti faceva battere il cuore quando entrava nella stanza, la persona che ti ha fatto compiere lo slancio verso il futuro più ciecamente ottimistico che c’è (vivere insieme, dei figli), l’ultima persona che baci prima di addormentarti e la prima quando ti alzi dal letto.

Sotto tutto quello che siamo diventati e ancora diventeremo ci sono io che con il mio amore ti ho fatto sentire la persona più felice e potente del mondo. Io, quello con cui qualsiasi progetto ti è sembrato possibile, bastava farlo insieme.

Usare i litigi per capirsi meglio, ricacciando indietro l’ego. Discutere per ridefinire i propri spazi, per ricordarsi dove finisco io e dove inizi tu. Ma poi usare questi confini per attorcigliarli l’uno all’altro in un nodo sempre mobile e variabilmente stretto.

Amare le tue rughe più delle mie, sentirti parte del mio corpo, non smettere mai di prendermi cura della tua felicità.

Sentirmi responsabile di te. Affidarmi a te ciecamente.

Rispettarti tutti i giorni. Essere rispettata da te tutti i giorni.
Essere tua e tu mio, prima che dei nostri figli.

 

E’ così che io ti vedo bellissimo e tu mi vedi bellissima, pensando al tuo profumo che ha odore di casa e al tuo corpo che è l’unico calore capace di scaldarmi dentro.

 

 

Photo credit: Michelle Gomes

 

Leggi anche: Il sesso dopo i 40. Intervista a Marco Rossi, Cibi afrodisiaci: ecco il menu che risveglia anima e corpo