Photo Credit: Daniele Testa

Io e mia figlia abbiamo la stessa prof!

Molte, tra di noi, già mamme da qualche anno, staranno senz’altro vivendo il consueto rituale dell’iniziazione dei figli al nuovo anno scolastico, giusto? Per alcune di noi, tipo me, che sono sempre alla rincorsa della vita, il percorso è già rodato da tempo. La mia primogenita, già avviata al liceo scientifico, ormai se ne va per conto suo ed ora è il turno della seconda.

Lo scorso lunedì si sono aperte per lei le porte del Liceo Classico e non di un liceo qualunque, bensì del MIO, il mitico Carducci di Milano.

Cancello, piazzale, muro grigio…24 anni dopo la maturità: effetto “ratatouille”!

Aula magna, ragazzi vagamente intimiditi, molto meno di noi al tempo, genitori in ansia – io, in realtà mi sentivo perfettamente nel mio, a casa, direi.

Chiamano le classi e via che si sale ai piani alti.

Ma in coda al corteo la vedo, è LEI, lo sapevo!

Avevo sbirciato le liste dei professori destinati a mia figlia e non volevo credere fosse proprio lei: “la Marcella”, la mia prof di Educazione Fisica preferita!!!

Mi avvicino, muoio dalla voglia di salutarla e mentre lo faccio un dubbio mi sfiora: “E se non mi riconosce?”

Possibile, dai 19 agli over 40 qualcosina cambia di sicuro – dicono.

Ma no, mi riconosce anche lei!

Mentre ci abbracciamo, pensieri confusi attraversano la mente.

Io: “Starà mentendo? Non ha la più pallida idea di chi sia, ma è troppo gentile per dirmelo…”

Lei: “Se mi riconosce, significa che mi sono conservata bene, oppure pensa che sia una cariatide, ma ha ancora troppo rispetto per farlo vedere”.

E invece no, lei è radiosa, capelli biondi lunghi, se li può permettere, qualche rughetta in più, ma un tono fisico da paura e, glielo leggo negli occhi, ha capito perfettamente chi io sia, anche se, ovviamente, migliaia di studenti dopo, non pretendo si ricordi proprio nome e cognome: l’Adriana che faceva gli spettacoli a fine anno con i suoi numeri semi-acrobatici, la tarantolata delle ore di ginnastica…E scorrono in un attimo le corse campestri, i tornei, le partite…

Mentre saliamo in aula ricordiamo le altre compagne ginnaste, danzatrici, atlete di allora. E poi i figli (due io e tre lei) tutti buttati in palestra, piscina, campo da calcio fin dai primi passi!

Che bello, penso, ho amato questa scuola, cura della mente e, grazie ad alcuni prof illuminati come la Marcella, anche del corpo.

E poi guarda un po’ come questa filosofia ripaga nel tempo: dopo 20 anni suonati, hai voglia a parlarmi di acciacchi, ernie e stiramenti…sembri una ragazzina, prof.!

Bene, anche per quella matta di mia figlia non poteva esserci prof migliore! Il problema è che ora si appassioni al Greco come all’Educazione Fisica!