40 anni

La creatività prorompente dei 40 anni: gravidanza e altri eventi meravigliosi

Oggi ospitiamo sul blog il racconto di Anna, una lettrice di 40 Spesi Bene che ha voluto parlarci di sé. Anna è una donna che proprio dopo i 40 anni é riuscita ad esprimersi al meglio ed in questo post ci racconta la sua storia di libera professionista, moglie e mamma a 43 anni .

 

foto-anna-colageSe mi avessero detto che le cose più belle mi sarebbero successe dopo i quarant’anni, con ogni probabilità non ci avrei mai creduto: il matrimonio, il lavoro dei sogni e un figlio nel giro di tre anni e dopo il giro di boa dei quaranta.

Dopo gli anni del consolidamento, come li chiamo io, diciamo dai trentacinque ai quaranta, cioè dopo aver incontrato la persona giusta e aver cambiato lavoro, il nuovo decennio è cominciato per me con questi tre avvenimenti. Il più straordinario è stato, naturalmente, la nascita di mio figlio.

Ricorderò per sempre lo stupore iniziale e la gioia immensa quando ho visto le due barrette verticali sullo stick del test di gravidanza. Stavamo cercando un figlio, ma senza tutte quelle ansie e forzature da orologio biologico ticchettante, con la serenità che se anche non fosse arrivato, la nostra vita sarebbe andata bene lo stesso. Confesso però che cominciava a pesarmi quel senso di essere una coppia né carne né pesce: non eravamo più gli sposini dalla vita sociale intensa e non ancora come la coppia completata dall’arrivo di un figlio. Mi sentivo per così dire sospesa tra due realtà, che, semplificando, chiamerei quella dei coniugi e quella dei genitori, ruoli che non si devono ricoprire per forza in questa successione.

Sono rimasta incinta dopo che si era sistemata una questione familiare che aveva creato diverse tensioni, durante un’estate rovente e afosa tipica della pianura Padana dove vivo.

In quel periodo un prorompente fuoco creativo mi stava attraversando; ero in preda a un turbinio di idee, che ho poi incanalato nella redazione di un e-book che mi ha accompagnata durante tutta la gravidanza. Per lavoro mi occupo, infatti, di scrittura per il web. A ripensarci adesso, rimango ancora stupefatta di come il mio corpo e la mia mente si siano allineati per magia in questo processo creativo che mi ha letteralmente investita sia sul piano fisico sia su quello intellettivo.

La gravidanza è andata benissimo, gli ormoni sono subito partiti a mille. Di nausee iniziali e reflussi gastrici finali, neanche l’ombra. Solo una grande stanchezza alla sera che mi faceva sprofondare addormentata sul divano davanti al caminetto tra mio marito e la gatta. Con grande meraviglia ho notato che stavo meglio delle mie compagne del corso preparto ben più giovani di me (io ovviamente ero la vecchietta del gruppo!)

Solo qualche giorno di grande preoccupazione quando i risultati della villocentesi sono arrivati in ritardo: temevo che avessero dovuto fare degli approfondimenti e invece il corriere aveva perso il pacco con le provette per poi ritrovarlo e il laboratorio aveva mandato i risultati via fax. Era il tristissimo weekend dell’assalto al Bataclan e il lunedì successivo abbiamo pianto di gioia quando abbiamo saputo che stava andando tutto bene.

Durante la gestazione ho alternato lavoro e preparazione alla gravidanza frequentando incontri preparto e lezioni di pilates per gravide e scrivendo sul gruppo di Whatsapp creato con le meravigliose ragazze del corso preparto, tutte diverse per età ed esperienze; questo mi ha proprio aiutata a distrarmi dalle ragionevoli preoccupazioni di una gravidanza tardiva (agli incontri comuni dei vari corsi preparto le quarentenni si contavano sulla punta delle dita di una mano) e nel concentrarmi meglio nelle ore di lavoro.

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Ho lavorato fino a pochi giorni prima di far uscire l’e-book e di partorire il bimbo. Sì perché tra i due momenti sono passati solo quattro giorni, non senza qualche timore di non farcela con il libro. Tra l’altro pochi giorni prima era stato il mio quarantatreesimo compleanno e l’anniversario di matrimonio. Tutti questi eventi felici concentrati in così poco tempo mi hanno catapultata in un vero e proprio vortice di titubanza, gioia, entusiasmo e sollievo.

Il parto è andato molto bene: un cesareo programmato per ragioni mediche. In mezz’ora ho ricevuto il mio bambino sano come un pesce e bello come il sole. Una convalescenza più rapida del previsto mi ha consentito di prendermi cura del bimbo subito in modo completo. E anche qui mi sono sorpresa dei tempi di ripresa del mio corpo. “Ah, l’età non conta, se una sta bene” diceva la mia ginecologa.

Sarà stata una questione di fortuna, genetica o chiamatela come volete, ma credo che una prima gravidanza dopo i quaranta, come è stata la mia, sia un tentativo di successo di madre natura di fare andare tutto per il meglio, visto che probabilmente sarà l’unica per me.

Conoscendomi, sono certa che non avrei avuto la stessa tranquillità, con cui ho affrontato gli incredibili cambiamenti e i segnali del mio corpo (come dimenticare lo sfarfallio nella pancia di notte, primo annuncio dei movimenti del feto?) o i piccoli disagi collegati, se avessi avuto una gravidanza nell’età raccomandata dai medici, cioè prima dei trentacinque. L’equilibrio raggiunto dopo i quaranta non ha prezzo, ma è già stato messo in discussione dall’arrivo del bimbo e ora occorrerà riequilibrarsi di nuovo. Non è forse questo il bello della vita?

Certo, talvolta penso che avrò sessant’anni quando mio figlio sarà adolescente e dovremo gestire quel periodo spero non troppo turbolento per lui. Oppure quando andrò alle riunioni o alle festine a scuola, i genitori dei compagni di mio figlio saranno tanto più giovani rispetto a me e mio marito. Ma, come ho potuto vedere nel gruppo di Whatsapp, quando si parla di figli le differenze dell’età e del proprio percorso di vita tendono ad annullarsi. Anzi, si crea una certa intesa.

Ora cerco di concentrarmi sui progressi del mio bambino e affronterò ogni sua fase al momento giusto al meglio che potrò.

Alle donne intorno alla quarantina che desiderano diventare mamma, mi permetto di dire:

non credete troppo alle statistiche della medicina (sempre che non siano presenti condizioni mediche particolari) e non lasciatevi influenzare dalle pressioni esterne della società. La vita può davvero stupire e la natura si fa largo comunque, anche in caso di difficoltà. L’importante è affrontare tutto in serenità e predisporsi ad accogliere questa forza creativa eccezionale con fiducia e cura di sé.

 

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