la donna fa l'uomo

Photo Credit: S. Kohlmann

L’uomo fa la donna e la donna fa l’uomo

Ho trovato questa immagine sulla bacheca Facebook di un’amica, ve la traduco.

13220940_10154810962389237_5963362373444367751_n

 

“Le persone che ci circondano possono alzare o abbassare i nostri standard. Possono aiutarci a diventare la migliore o la peggiore versione di noi stessi. Noi diventiamo come i nostri amici. Nessuno diventa grande da solo. Le persone intorno a lui lo aiutano a realizzarsi.

Tutti noi abbiamo bisogno di persone nella nostra vita che alzino i nostri standard, ci ricordino quali sono i nostri veri obiettivi e ci sfidino a diventare la versione migliore di noi stessi.”

Sono d’accordo con quest’affermazione, anche se a volte sono proprio le persone che non fanno per noi a crearci quel disagio, quella dissonanza interna, che poi ci illumina su ciò che siamo o vogliamo essere. Le persone che non ci fanno bene possono proprio farci molto bene.

A patto però che ad un certo punto noi si abbia quell’attimo di illuminazione (“ah-ah moment”, lo chiamano gli anglosassoni, e secondo me rende molto bene), di presa di coscienza che ci faccia cambiare passo.

Non vale solo in amicizia, ma anche nella coppia.

Mi succede spesso di pensare che in un rapporto di lunga durata

l’uomo fa la donna e la donna fa l’uomo.

 

Cioè, è vero che dietro un grande uomo c’è una grande donna, così come dietro una grande donna c’è un grande uomo. Ribaltiamo il significato di una frase che sembra fatta. Datevi una definizione di “grande”, io ho la mia e non attiene necessariamente al successo professionale.

Ci sono coppie infelici in cui l’alchimia giusta non si genera mai, semplicemente perché non può generarsi. Coppie in cui ognuno sembra bravo solo a tirar fuori il peggio dall’altro. Persone che prese individualmente sono in gamba, ma insieme sono due rette parallele che si sforzano di incontrarsi.

Se un giorno i miei figli mi chiedessero un consiglio su come trovare la moglie o il marito ideale (ovviamente non avverrà mai e lo chiederanno a chiunque tranne che a me) io risponderei:

trovati qualcuno che vibri sulla tua stessa lunghezza d’onda, che condivida con te i valori fondamentali della vita. Ma anche che non si accontenti di se stesso, che voglia sempre migliorarsi, nella vita privata e professionale. Magari spaccherà il capello in quattro, avrete i vostri momenti di tensione, litigherete, ma ti costringerà a restare sveglio, a tirare fuori il meglio di te, a rinnovarti.

In tutte le coppie si parte in quarta, ma ad un certo punto può arrivare uno stallo, un momento in cui non si cresce più insieme.

La sfida nella coppia è tenere lo standard alto.

E sfidarsi a farlo, dopo anni di matrimonio, è quello che serve per non annoiarsi e quindi non lasciarsi andare, trascurarsi.

Per non diventare meno speciali non solo agli occhi dell’altro, ma ai propri.