mamma settantenne
Ph. credit: J. Kramer

La Festa della Mamma settantenne

Ma come si festeggia la Festa della Mamma settantenne?

Devo ammettere che da dieci anni, cioè da quando sono diventata mamma a mia volta, mi focalizzo molto di più sul fatto che la mamma festeggiata sono io. Non è successo anche a voi?

Non lo faccio per cattiveria o disinteresse per mia madre.

E’ solo che quando ti arrivano in casa dei bambini…WOOOM! Tutta l’attenzione è concentrata su di loro, sui loro lavoretti per la Festa della Mamma, sulle poesiole, sui bigliettini sgrammaticati e si cancellano un po’ le vecchie abitudini.

E’ come se la mamma senior fosse passata a Nonna e basta.

Ne stavo parlando con un amico quando mi è scappata la battuta: “Festeggio mia mamma con una bella litigata!”.

Stavo solo scherzando, però sì, sappiamo benissimo che da adulte ogni tanto con le madri prima o poi si arriva alla battuta tagliente se non proprio al battibecco scoperto.

L’ho già detto un’altra volta: negli anni il nostro rapporto con la mamma cambia.

Prima le adoriamo e le imitiamo in tutto, poi crescendo ci scontriamo, quindi ci riappacifichiamo. Ma quando diventiamo mamme noi, anche se le nostre madri sono lì per aiutarci e noi abbiamo veramente bisogno di loro, è matematico che arrivino le incomprensioni, i consigli un po’ troppo pressanti, i “come si faceva ai miei tempi”, il nostro nervosismo…per non parlare dei generi, con cui il rapporto non è sempre idilliaco.

Io abito in una grande città e di solito vedo mia madre una volta alla settimana, quando va bene due. Però mi chiama spesso e certe volte mi rendo conto che le piace sfogarsi con me, che confidarmi le sue idee ha un valore speciale per lei. Passati i 70, anche se è ancora in gamba ed è molto vanitosa, ha sempre più bisogno di sapere che ci sono. Chissà, forse le piace persino litigare un po’, la tiene viva.

Mi chiedo quale sia il regalo migliore per la festa della nostra mamma settantenne e mi do questa risposta.

Non fiori, ma opere di bene: più pazienza; un bel respirone prima di parlare; la tenerezza verso qualche inevitabile battuta d’arresto qua e là, la sbadataggine e al tempo stesso l’ostinazione più infantile; la tolleranza vigile verso i piccoli egoismi. La gratitudine, tanta, perché anche a 100 anni le mamme ci danno sempre qualcosa, anche solo stando accanto a noi in silenzio (quelle che ci riescono).

E dire “ti voglio bene”, perché è l’unica cosa che si vogliono sentire dire, come se fossimo ancora le loro bambine.