Barbie The Icon

La Notte delle Barbie Viventi a “Barbie The Icon”

Seratona da vere fan al MUDEC per “Barbie The Icon”

Cosa spinge 150 donne, di cui molte ampiamente over 40, a tirare fuori la propria vecchia Barbie e agitarla come un vessillo sotto il naso di Gianluca Nicoletti (Melog, Radio 24) al MUDEC di Milano?

Semplice: “La Notte delle Barbie Viventi”, l’iniziativa ideata da Nicoletti per festeggiare la mostra Barbie The Icon, che hanno celebrato, anzi abbiamo, visto che c’ero anch’io.

Si è parlato di Barbie, del perchè ne conserviamo ancora in cantina qualche esemplare vintage, compresi i vestitini fatti a mano dalle nonne, acquistati o – un grande classico – rubati alle amichette più ricche.

Cosa ha Barbie di talmente magico e catalizzante da attirarci così prepotentemente verso di lei?

Che la si ami o la si odi non si può prescindere dal suo significato simbolico di icona femminile.

Barbie è LA proiezione femminile.

Tu bambina, con la vita larga, le mutande ascellari, i vestiti scelti per te da tua madre, ti sei trovata ad avere tra le mani lei: bella, slanciata, elegante, alla moda, tutta colorata. Come se cambiandole un vestito o un’acconciatura avessi avuto la possibilità di plasmare te stessa. Sì, almeno una volta nella vita hai voluto essere lei.

Io da adulta e giovane mamma, mi ero dimenticata del potere seduttivo di Barbie dissociandomi da lei: non avrei dato a mia figlia un gioco così veteromaschilista. Ma, una volta cresciuta la bambina e la sua personalità, ho dovuto arrendermi: mia figlia desiderava Barbie con tutte le sue forze, non potevo più negarle di fare esperimenti con la sua femminilità.

Dalla cantina è emersa la mia valigetta rosa anni 70 con tutto il suo carico di ricordi (eccola). Consegnare tutto a lei è stato come un’investitura ufficiale: figlia mia, tutto questo ora è tuo.

Barbie è tutto e il suo contrario.

Giusta/sbagliata, reale/irreale, femminista/maschilista, magra/allsize, Barbie possiede così tante entità da scatenare il dibattito e i sentimenti più accesi.

Per esempio, sapete che ultimamente sono state lanciate le versioni più realistiche, con le forme fisiche delle donne reali. Bene, da un lato c’è chi applaude a questa innovazione che dovrebbe togliere dalla testa delle bambine dei modelli irreali anoressizzanti, dall’altro chi dice che mettere in mano ad una bambina una Barbie con il sedere grosso la fa subito pensare all’idea di sedere grosso e del fatto che sia un elemento rilevante in una bambola. Come dire: la perfezione di Barbie è così assurda che non dovrebbe far venire i complessi a nessuna, proprio grazie alla sua manifesta irrealtà.

Voi cosa ne pensate?

E per finire un carrellata di foto dalla mostra. Se vi capita andate a vederla, senza farvi troppe menate intellettualistiche e con la voglia di divertirvi.

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