Photo Credit: michele @maikid lugaresi

La protezione zero spalmata sopra il cuore

Estate 1992.

Avevo 20 anni.

La prima estate “da grande”, dopo aver concluso il primo anno di università, aver preso la patente ed essermi fatta dei nuovi amici.

A febbraio l’Europa Unita era diventata una realtà e a noi, prima generazione Erasmus, sembrava di avere il mondo in tasca. E poi nello stesso mese era scoppiata Mani Pulite: il cambiamento era nell’aria, tutto sembrava finalmente possibile.

A maggio la botta: l’attentato a Falcone, e noi ragazzi quasi adulti, disimpegnati e gaudenti, capivamo di dover prendere posizione.

Ma dato l’ultimo esame di giugno mi sentivo libera, con tutta l’estate davanti per divertirmi e fare qualche pazzia.

Quel giorno il mio compagno di università Giangi, un tamarro di Corsico dal cuore buono, mi accompagnò a casa. Aveva una Fiesta nera senza aria condizionata che sotto il sole sembrava un microonde. Ovviamente giù tutti i finestrini e la radio a manetta, perché il tamarro vero alza il basso quando sente salire il groove e tutto il mondo deve girarsi al suo passaggio motorizzato.

Giangi era felice perché tra poco sarebbe partito per Riccione, proprio come diceva questa canzone di Jovanotti:

 

Poi, un pomeriggio di luglio, durante le vacanze in Francia un amico del posto mi trascinò di fronte alla tivù: “E’ successo qualcosa di brutto ad un vostro giudice”. “Ancora?” – chiesi io. E stavolta era Borsellino.

Ad agosto vacanze in Grecia con le amiche. Partimmo in 4 e tornammo in compagnia di 40 napoletani, uno più simpatico dell’altro. Mentre si allontanavano sul traghetto direzione Italia, noi facevamo ciao ciao con la manina piangendo disperate: cose che si fanno solo a 20 anni. Una delle mie amiche aveva limonato con tale impegno che dovette curarsi un’irritazione al viso con la pomata al cortisone. Non so come si giustificò con i suoi.

Estate 2015.

Non so che fine hanno fatto Giangi, i napoletani e le mie amiche.

In compenso stasera vado al concerto di Jovanotti, che ancora canta l’”Estate addosso”:

“La protezione zero spalmata sopra il cuore”.

No, Lorenzo, ormai il cuore ha fatto il suo callaccio, ma è carino da parte tua ricordami quanto fosse tenero il mio.

Forse puoi farlo solo tu, restando credibile con la tua camicia a fiori e la collana hawaiana, anche dopo vent’anni.