Photo credit: Luana Spagnoli

Le bufale alimentari sul web: come difendersi

Bufale alimentari sul web, ecco alcune tra le più diffuse:
Queste sono solo alcune delle “verità” alimentari che circolano in Rete, ma che non reggono una verifica più approfondita.

Questo fenomeno sta diventando qualcosa di proporzioni gigantesche a cui noi donne, quali principali incaricate degli acquisti e mamme, siamo particolarmente esposte. Me ne accorgo per svariati motivi:

– su Facebook non passa giorno che qualcuno segnali quanto fa male un cibo e quanto fa bene un altro, con un senso di allarmismo ed urgenza che mi mette l’ansia

– chiamate al boicottaggio di questa o quell’azienda, pratica a volte condivisibile, a volte dubbia

– se ne parla anche tra amici, durante normali conversazioni. “Dolcificante nel caffè?” “No, grazie, cara. Mi hanno detto che è cancerogeno.”

– Ad ottobre sono stata invitata ad Expo per ben due diversi eventi sul tema bufale alimentari, che hanno visto protagonisti noti medici, nutrizionisti e pediatri, desiderosi di fare chiarezza sull’argomento, segno che è di grande attualità.

Ora. Io vivo a pane ed internet, adoro questo mezzo di comunicazione ed informazione e la possibilità che mi offre di entrare in contatto con una pluralità di fonti e persone che nella vita reale mi sarebbe preclusa.

Ma dando la parola a tutti questo meraviglioso strumento di democrazia l’ha data anche a chi si esprime su cose che non conosce approfonditamente. Tutti sembrano diventati esperti di tutto, basta leggere distrattamente e condividere con un clic. Post su Facebook, lettura distratta, clic. Post su Facebook, lettura distratta clic…e così via all’infinito. Internet così è democrazia, ma anche confusione, disinformazione e peggio: disorientamento.

A volte si tratta solo del bisogno di condividere le proprie ansie, di trovare conferme ai propri dubbi. Altre volte invece si è alla ricerca spasmodica del capro espiatorio per un problema che non si riesce a risolvere, pensiamo per esempio al boom delle intolleranze alimentari, in realtà inesistenti in molti casi autodiagnosticati. Altre ancora siamo alla ricerca di miracoli: via 7 chili in 7 giorni, come sconfiggere il cancro grazie al limone, leggi come ho fatto io e…compra.

Io dico: calma e sangue e freddo. E cerchiamo di documentarci seriamente prima di credere a qualsiasi cosa. Queste sono le regole che seguo io:

  1. Chiediamo un parere qualificato ad un nutrizionista o a un medico
  2. Visitiamo siti di rilevanza scientifica riconosciuta (evitandone magari altri di “controinformazione” privi di studi scientifici a sostegno alle proprie tesi che poi, guarda il caso, ti propongono un ampio commercio di libri e convegni su metodi “miracolosi” per guarire, dimagrire, immunizzarti da malattie contagiose etc.)
  3. Ascoltiamo il parere dei professionisti, anche su web, meglio se ricercatori in strutture di ricerca e cura note e riconosciute per la qualità del proprio lavoro (un articolo del sito della Fondazione Veronesi per me ha più valore di un blog su cui i post vengono firmati genericamente dalla Redazione)
  4. Ricordiamoci che la scienza avanza per tentativi, domande e continua ricerca. La scienza cioè è una cosa complessa, che la verità si costruisce negli anni, che i bisogni alimentari possono essere diversi per ogni persona ed ogni età.
  5. Non fermiamoci alla prima notizia che troviamo, ma documentiamoci, cercando di restare il più aperti possibile. Cioè senza cercare solo ed esclusivamente i dati che possono confermare quella notizia o ciò che preferiamo credere.
  6. Non crediamo a tutto quello che ci dicono gli amici o i parenti solo perchè sono amici e parenti. Quali competenze hanno in quel campo?

Questo post vuole solo dare un piccolo contributo ad una riflessione che secondo me noi, proprio in quanto donne, cioè in una posizione chiave all’interno della famiglia, del mondo della scuola e delle relazioni personali in genere, dobbiamo fare nostra. Anche perchè parliamo e comunichiamo un sacco: perchè diffondere informazioni di cui non siamo certe?

Avete capito anche voi che ora parliamo di alimentazione, ma è un attimo passare alla salute, un argomento di assoluta attualità (vedi per esempio le vaccinazioni facoltative).

Cosa ne pensate?