Luciana Savignano libro

Perché, in realtà, io volevo fare la ballerina…

Sì, ma non una ballerina qualunque, io sapevo, ero certa che sarei potuta diventare una ballerina speciale, chissà, magari proprio alla Scala!

Lo so, tutte le bambine hanno sognato questo magico futuro per sé e pochissime lo hanno realizzato. Luciana Savignano è una di quelle.

Conoscerete certamente questo nome: étoile della Scala di fama internazionale, particolare interprete dei più noti ruoli classici, ma soprattutto, musa di molti illustri coreografi, primo fra tutti, Maurice Béjart. Il 10 dicembre, nel ridotto dei palchi della Scala, a Milano, la ballerina ha presentato il libro scritto per lei, di Emanuele Burrafato Luciana Savignano, l’eleganza interiore ed io non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione per assistervi.

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Ed è stato lì, nel tempio della lirica e del balletto, tirato a lucido per la recente inaugurazione della Madama Butterfly, avvolta dai velluti rossi e dalle magiche luci riflesse nei cristalli dei lampadari e negli stucchi dorati delle pareti, mi sono lasciata trasportare dai racconti di Luciana, condivisi con la dolcezza della sua voce fresca e delicata, con la semplicità di un’artista autentica, quasi con timidezza…in punta di piedi.

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Pochi scorci di una vita intensa, ma straordinaria, riferiti senza alcuna enfasi, con la leggera naturalezza che ha sempre distinto le sue performance. Amo da sempre questa arte magica, che mi cattura con ogni sua immagine, anche solo evocata.

Che enorme rimpianto non aver danzato…la mamma mi disse: “Troppo cara la danza, ti ho iscritta a nuoto, molto meglio..”. Mi sentii morire ed al pensiero ancora mi manca il respiro!

Sono passati circa 40 anni da quel momento, una sensazione indelebile. Non ho mai osato recriminare, figuriamoci, i bambini di oggi avrebbero indetto una riunione sindacale. Capivo le difficoltà della mamma e mi rendevo conto delle ragioni della sua scelta, ma avevo letto per filo e per segno il dépliant colorato della scuola di danza, tutto scarpette e tutù, avevo 6 anni e ne ricordo ancora i disegni, le descrizioni degli spettacoli…che fitta al cuore.

Quante passioni hanno lasciato segni indelebili nei vostri cuori?

Quanto la vostra vita di oggi rispecchia i desideri, le aspirazioni e le ambizioni della vostra infanzia? Rimorsi? Rimpianti?

I 40 sono tempo di bilanci, si sa, ma quanta energia può derivare dal ripensare al proprio passato ritrovandone le emozioni?

Non tutte le nostre ambizioni saranno state soddisfatte, ma quanto siamo riusciti a trasferire di quell’ingenua intensità in ciò che siamo diventati?

Una frase mi ha colpito di Luciana:

 “Ho messo sempre l’amore in cima a tutti i miei valori”.

Ecco, l’Amore!

La danza non è stata la mia vita, forse lo sarà nella prossima, lo spero, ma l’intensità di quell’emozione vale ancora oggi, si è trasformata, nel lavoro, nell’essere madre, nel mio amato e irrinunciabile sport, nell’amore che ha guidato le mie scelte.

Avrei voluto soffrire in quella disciplina, ne avrei amato il sacrificio, lo so, ma oggi ogni mia attività è comunque disciplina e sacrificio verso il migliore dei risultati, quando possibile, o almeno, verso la coscienza acquisita di aver dato il massimo per me e per chi mi circonda.

Luciana danza ancora, ha 73 anni, guidata dall’amore semplice per un’arte che sembra averla scelta.

“Le donne, se vogliono, sanno farsi amico il tempo”, dice, “Coccolare il proprio dentro, curare il proprio sentire, rende migliori ed aiuta a restare attivi e in forma.”

Questo ci insegna Luciana Savignano. Quale emozione ha scelto te?



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