mamme dopo i 40 anni

Photo Credit: Jerry Lai

Mamme dopo i 40 anni

Ciao ragazze!

Ho scoperto che alcune di voi approdano su 40 Spesi Bene perchè si trovano ad essere mamme dopo i 40 anni e sono alla ricerca di un confronto con altre donne nella stessa situazione, al giorno d’oggi abbastanza frequente. Ho pensato allora di coinvolgere due mamme dopo i 40: Arianna, che ha avuto il terzo figlio a 41 e che ha un blog dedicato alla sua famiglia (il Blog dei Bonzi) e Sonia, una nostra commentatrice, che ci ha raccontato come sia diventata mamma per la prima volta dopo i 40.

Iniziamo da Arianna.

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Il terzo figlio dopo i 40. Come è successo? Ti sei detta ora o mai più?

Era l’ora giusta, per realizzare un desiderio. Ero una bambina con le idee chiarissime su quanti figli voleva: due gemelli, un maschio e una femmina e il terzo, un maschietto. Dopo i gemelli, sapevo che Lorenzo, detto Nanùzz, sarebbe arrivato, lo desideravo tanto. Mio marito traccheggiava, come diciamo a Roma, poi un pomeriggio è tornato a casa e mi ha detto che era pronto. Avevo 39 anni. Abbiamo iniziato a provarci dopo il mio quarantesimo compleanno con naturalezza. Era il tempo di Nanuzz, come lo abbiamo chiamato fin da subito, era il nostro momento.

Com’è andata la gravidanza? Tutto bene o il medico ti ha chiesto di adottare precauzioni particolari?

La mia gravidanza è stata meravigliosa, a parte un incidente di percorso iniziale, qualche perdita, che credevamo fosse dovuta all’età e per l’ansia abbiamo fatto venire i capelli bianchi al ginecologo. Quando poi nel suo studio abbiamo scoperto che era, semplicemente, dovuto a un capillare rottosi durante un fine settimana romantico per l’entusiasmo della notte da soli, le urla e le minacce del mio ginecologo si sentivano da fuori lo studio.

Ho fatto gli esami normali della gravidanza, con qualche attenzione in più ai valori delle analisi del sangue mensili. Per l’età, al contrario della gravidanza gemellare, ho fatto l’amniocentesi con tutto lo screening genetico a corredo. Basta seguire le indicazioni dei medici e non strafare.

L’accudimento del bambino è un’attività molto pesante, specie nei primi mesi. Come te la sei cavata a livello di energie fisiche, specie in confronto ai primi due figli? 

ChampolucE’ stato come rinascere un’altra volta come mamma. Dopo due gemelli, un neonato da solo è una passeggiata. Per i primi mesi ho utilizzato moltissimo la fascia quando eravamo in formazione completa. In generale io e Nanuzz abbiamo vissuto una luna di miele lunga 6 mesi, allattamento a richiesta, tantissime coccole e moltissime nanne. Nanuzz è stato un neonato tranquillo, io sono stata una mamma serena. Non ero stanca. Il merito, secondo me, è nell’aver scelto di seguire il mio istinto e nella libertà che mio marito mi ha lasciato nel farlo. La fatica è arrivata dopo l’anno quando ha iniziato a correre ovunque e toccare tutto con scarsissimo senso del pericolo. Sicuramente è stato impegnativo e spesso mi sono affannata per stare dietro a tutti e a tutto. Però la sera quando chiudevo gli occhi ero contenta delle corse, degli affanni, delle risate, in fondo era ginnastica gratuita.

Nella tua esperienza, una mamma quarantenne è una mamma giovane o una mamma più consapevole? Oppure…?

Io sono stata una mamma più consapevole, non giovane di età, ma giovane di testa. Scrivevo, ultimamente, che la meraviglia infantile è ancora con me, questo mi aiuta molto con i bambini. La paura di essere una madre vecchia mi sorprende a volte, ora, che Lorenzo ha 3 anni e mezzo e penso a quando andrà al liceo e io avrò più di 50 anni, forse si vergognerà… poi penso alle parole di mio padre alla me contestatrice adolescente “Tanto come fai sbagli, se non mi criticassi per una cosa, sarebbe un’altra. Funziona così l’adolescenza.” e mi rassereno, perchè so che aveva ragione. Direi perciò che una mamma quarantenne è l’unica mamma che potrebbe essere, se stessa.

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Pensi che il fatto di essere una mamma matura ti renda un po’ ansiosa e protettiva come da stereotipo? Oppure, siccome sei al terzo giro, sei molto easy?

Io sono una mamma molto easy per le cose pratiche come vestirli, medicine, cibo etc. ma dentro spesso ho ansie e voglia di proteggerli fino agli 80 anni dalle sofferenze interiori. Mio marito, però, mi compensa con lo stimolo a lasciarli andare e far sperimentare loro l’autonomia. Ad esempio, quando ci siamo resi conto che Nanuzz aveva un ritardo linguistico, è stato lui a voler approfondire, quando hanno detto che era responsabilità mia perchè lo proteggevo troppo, mi ha confortato, senza colpevolizzarmi. Eppoi ha preso in mano la situazione, portando lui in terapia logoterapica Lorenzo. Oggi il piccolo migliora ogni giorno, cresce in indipendenza e da poco ha detto per la prima volta “mamma cattiva”. Mai nella mia vita sono stata tanto contenta di un insulto. Ho imparato il valore del distacco con questa esperienza, le loro sofferenze non sono le mie, identificandomi non li aiuto.

Cosa cambia con il terzo figlio dopo i 40 anni? In fondo, cresciuti i gemelli, tu e tuo marito potevate godere di una maggiore libertà, riappropiarvi di una certa vita sociale e invece avete scelto diversamente.

Mio marito ed io, due anni fa, Lorenzo aveva un anno e mezzo, abbiamo preso un aereo e siamo stati ad Orlando, lontano da loro per una settimana. I primi due giorni ero insopportabile. Nonostante fosse un nostro sogno visitare i parchi, girovagare per il castello di Hogwarts agli Universal Studios o esplorare il laboratorio di Jurassic Park, li avrei voluti con me in ogni momento. Al terzo giorno mi sono riscoperta donna dando fondo al conto in banca in shopping per me e mio marito. Non succedeva da anni. Da allora usciamo da soli almeno una volta ogni 2 settimane. Chiamiamo il nonno o la tata. La spesa vale il risultato di trascorrere del tempo insieme. Innamorati di nuovo. Ogni coppia con figli deve farne il suo mantra.

Vorreste avere un altro bambino? Oppure siete soddisfatti così?

Io lo farei anche… l’Ing anche no. Io amo l’idea delle famiglie numerose, sono sempre convinta che un figlio porti opportunità e gioia. Mio marito giustamente fa anche i conti di famiglia e già così è molto impegnativo. Quindi siamo molto soddisfatti cosi.

Per ora… ma sto convincendo l’Ing. a considerare l’affido tra qualche tempo, se si è felici si può donare anche agli altri, anzi si deve dare agli altri.

 Com’è il papà esperto over40? Trovi che anche tuo marito negli anni sia cambiato?

L’Ing. è un bravissimo padre, presente, attento e divide con me alla pari le fatiche della casa. Il terzo figlio lo ha cambiato parecchio, si scioglie letteralmente, con i gemelli è molto più severo mentre col piccolo tende a lasciarlo fare. Si è ammorbidito. Questo ha creato qualche conflitto con me, che non accetto di vedere trattamenti diversi tra i figli. Però il piccolo è una lenza e un uomo tutto di un pezzo come l’Ing si presenta, si è fatto prendere la mano con poco. Questo lo ha reso più tollerante con tutti noi.

Ti senti di dare qualche consiglio alle quarantenni che ti leggono e stanno pensando di cercare il primo figlio?

L’unico consiglio è di seguire i propri desideri, oltre i 40 anni si possono avere figli tranquillamente, senza troppe paranoie e paure. L’età magari pesa ma aiuta la consapevolezza di se stesse. Anche se un figlio scombussola il senso di sè, penso che alla nostra età si sia comunque più sicure di sè.

Eppoi se non arriva, considerate l’adozione come possibilità, vi supplico. Una mia cara amica ha due meravigliosi figli di cuori ed è una madre meravigliosa.

Ed ora diamo la parola a Sonia.
foto1Il primo figlio a 40 anni. Come è successo?

Io ed il mio compagno abbiamo iniziato a convivere nel 2012, non appena lui ha trovato lavoro qui e si è trasferito da Taranto, dove viveva. Non abbiamo mai veramente parlato e/o programmato se o quando avere figli, direi che molto naturalmente è arrivato il momento in cui ci siamo sentiti “pronti”. Era l’inizio del 2013, abbiamo smesso di prendere precauzioni, a giugno un ritardo e il 13 luglio abbiamo scoperto che ero incinta!

Com’è andata la gravidanza? Tutto bene o il medico ti ha chiesto di adottare precauzioni particolari?

La gravidanza è stata meravigliosa, mai avuto nausee, al massimo qualche bruciore di stomaco, tanto che ho lavorato praticamente fino a 2 giorni prima del parto! Mi sono fatta seguire privatamente da un ginecologo che mi avevano raccomandato e che si è rivelato molto attento e scrupoloso; ho seguito tutto il programma di controlli della gravidanza, compresa l’amniocentesi, senza però ulteriori precauzioni particolari.

L’accudimento del bambino è un’attività molto pesante, specie nei primi mesi. Come te la sei cavata a livello di energie fisiche?

Ad essere sincera devo ammettere che è stato molto pesante! Tornata a casa dall’ospedale ero convinta che sarei stata tranquillamente in grado di gestire il bambino anche da sola, opinione che si è scontrata subito con la realtà. Certe mattine mi alzavo pensavo che “non ce la posso fare!”: il mio compagno al lavoro, le nonne che non abitano vicino e quindi tutto sulle mie spalle…mi sembrava che il tempo non bastasse per fare tutto…si svegliava il bambino, dovevo cambiarlo, farlo mangiare, poi cambiarlo di nuovo, farlo dormire. Arrivava mezzogiorno ed ero sempre in pigiama! Senza tralasciare che le prime settimane avevo ancora i postumi del parto (non potevo stare seduta). Per mia fortuna Tommaso è stato un angioletto, non ci ha mai fatto fare notti in bianco, al di là delle poppate notturne fin quando l’ho allattato. Poi ovviamente con il passare dei mesi le cose sono migliorate, ma le mie occhiaie ormai sono croniche 😀

Nella tua esperienza, una primipara quarantenne è una mamma giovane o una mamma più consapevole? Oppure…?

Credo che oggi a 40 anni le donne siano geneticamente più “giovani” rispetto ad esempio a quanto lo fossero le nostre mamme, così come mi fecero notare commentando i risultati del mio test combinato. Ovviamente a 40 anni magari ci si è anche realizzate, raggiungendo un equilibrio tra noi stesse, le persone che ci circondano, il lavoro ecc..  Per questo credo che la maternità possa stravolgere molto di più la vita di una 40enne che di una 20enne, forse ancora molto più aperta ai cambiamenti.

Pensi che il fatto di essere una mamma matura ti renda un po’ ansiosa e protettiva come da stereotipo? Oppure semplicemente molto motivata?

Direi che non mi riconosco molto nello stereotipo della mamma un po’ ansiosa e protettiva. Molto di più nell’essere molto motivata nel fare del mio meglio nel vivere la meravigliosa esperienza di Mamma!

Avere un figlio comporta cambiamenti drastici nella vita di una donna e di una coppia e se si è vissuto con una certa libertà fino ai 40 anni può essere difficile cambiare. Qual è la tua esperienza in merito?

Sarà il fatto che, come ho già detto, la gravidanza e poi la nascita di Tommaso sono stati per noi un percorso arrivato “naturalmente”, noi come coppia non abbiamo sentito come “drastici” i cambiamenti che ne sono stati conseguenza e che certo non sono mancati, vedendoli più come una necessaria evoluzione. Poi c’è il discorso “lavoro”: sono una libera professionista quindi dopo i sei mesi dalla nascita di Tommy sono rientrata in ufficio affidando il bimbo al nido (ad oggi lavoro fino alle 15.30 e poi sto con lui), credo sia il miglior compromesso possibile tra dovere e piacere!

Vorresti avere un altro bambino?

Questa domanda mi lascia sempre in sospeso. Da una parte già adesso vedendo un pancione o un bimbo in carrozzina ho un po’ di nostalgia di quei momenti e vorrei viverli una seconda volta, dall’altra mi sento di essere già stata molto fortunata ad avere un bimbo in salute che mi sembrerebbe quasi di chiedere troppo.

Ti senti di dare qualche consiglio alle quarantenni che ti leggono e stanno pensando di cercare un figlio?

A cuore aperto posso dire che, se sentono che sono arrivati il momento e la persona giusta, devono perseverare nel desiderio di cercare un figlio, ignorando i condizionamenti esterni di chi magari potrebbe dire loro “…ma hai già una certa età!” Poi certamente cura ed attenzione, ma senza paranoie. Ed infine, di non aver paura di mostrarsi deboli o inadatte chiedendo aiuto: la maternità è l’esperienza più bella da vivere ma certo anche la più difficile!

Come se la cava il padre over40?

l mio compagno ha 8 anni meno di me quindi ha 33 anni! Se la cava egregiamente come padre under40, forse con più leggerezza e spontaneità di quanto riuscirebbe ad un nostro coetaneo 😉

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