Becoming Michelle Obama

Michelle Obama “Becoming”

Anch’io come molti mi sono dedicata alla lettura di uno dei best-seller del momento: “Becoming” l’autobiografia di Michelle Obama.

 

 

Leggendo questo libro si entra in contatto con i classici buoni valori USA: il sogno di farcela, la meritocrazia, la voglia di lasciare il proprio segno nel mondo.

Di solito noi italiani siamo piuttosto cinici su questi temi. Da noi va poco di moda credere all’ascensore sociale che ti fa cambiare vita grazie allo studio e all’impegno, forse perché purtroppo in Italia ultimamente non sembra funzionare così.

Eppure è bello leggere una storia che ti riconcilia con il sistema di valori che vorresti veder applicati tutti i giorni a casa tua e ti lascia la sensazione di aver appreso qualcosa che resterà dentro di te.

 

La storia

La storia di Michelle Obama, nata Michelle LaVaughn Robinson, è quella di una ragazzina nera degli anni Sessanta in un quartiere popolare di Chicago, il Southside. Pochi soldi, casa piccola, il papà impiegato comunale malato di sclerosi multipla, la mamma casalinga prima, segretaria poi, un fratello più grande.

Niente di speciale, quindi. Una famiglia come tante, ma particolarmente tranquilla e onesta. I genitori molto uniti. E’ proprio il padre di Michelle a far nascere in lei una coscienza civile, semplicemente portandosela dietro quando, in qualità di rappresentate locale del partito democratico, va a suonare i campanelli dei vicini per raccogliere le loro richieste alla politica.

Michelle cresce ed è una ragazza sveglia e studiosa. Ma non si considera geniale. Semplicemente fa quello che va fatto e se ha un’occasione, anche una sola, la sfrutta al massimo. Sa che come nera potrebbe non esserci una seconda chance.

Al termine delle superiori il fatto che le cambierà testa e vita. Una tutor per l’orientamento universitario le dice che lei non è “da Princeton”. La sensazione di aver subito un’ingiustizia diventa  il motore della studentessa Michelle. Nel saggio di ammissione a Princeton non vende fumo. Racconta se stessa, la malattia del padre, l’ignoranza della famiglia.

La ammettono.
Da qui parte tutto.

La diligente ed instancabile Michelle completa gli studi a Harvard, diventa avvocatessa di un prestigioso studio legale e ha una carriera.
Fino a quando capisce che questo genere di successo non è quello che la rende veramente felice.
Messa a tacere la voce interiore che le fa temere di non essere mai abbastanza brava, ora Michelle vuole avere un lavoro socialmente utile. E’ così che inizia a lavorare sul territorio per alcune ONLUS e successivamente per un ospedale di Chicago.
Nel frattempo il matrimonio con Barack Obama, conosciuto sul lavoro, la vita da mamma di due bambine, le alterne vicende della vita.

 

Coerenza

Conosciamo come è andata a finire la storia, ma quello che si apprezza di più è l’assoluta autenticità del personaggio.

Michelle non nasconde le proprie origini né le proprie idee, racconta gli sbagli e le paure, la felicità ma anche la fatica di essere la moglie di Barack Obama.

Se Michelle è ancora oggi la donna più amata dall’opinione pubblica americana è grazie alla naturale sicurezza che mostra in ogni occasione.

Quella che le deriva da un percorso di vita faticoso, in cui tuttavia tutto è stato guadagnato in un sistema meritocratico con regole certe.

Michelle ha preteso la propria chance, non se l’è lasciata negare, e quando è stato il momento si è impegnata al massimo per esserne all’altezza.

 

Un bell’insegnamento per le ragazze di oggi, che personalmente mi ricorda anche la carriera di tante nostre pioniere italiane, come mia madre, che negli anni Sessanta sono riuscite a fare la loro strada senza santi in Paradiso.

 

Le sue parole

Vi lascio con l’ultimo discorso da First Lady di Michelle. Dovete guardarlo.

Si vede che crede fermamente in quel che dice, lo testimonia la sua vita.

Michelle non fa la guru, non si atteggia, è semplicemente se stessa.

La gente ha bisogno di trarre ispirazione da persone oneste e coerenti.

Noi italiani avremmo tanto bisogno di leader così.

 

 

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