Orto sul balcone: i fondamentali per i principianti

La primavera è finalmente arrivata e a noi viene una gran voglia di spalancare le finestre, lasciando entrare l’aria più friccicarella che c’è, quella che sa di rinascita e promesse. Solo che aprendo le finestre si mostra a noi il nostro balcone, poggiolo, terrazzino, terrazzo, déhors ed è un attimo provare l’irresistibile necessità di uno spazio verde tutto nostro. Ma non ci basta, quest’anno vogliamo fare il salto di qualità: vogliamo l’orto sul balcone.

Si può fare? SI PUO’ FARE 
SI’, ma come?

 

antoCi viene in soccorso l’agronomo di fiducia Antonio, che, oltre ad essere mio parente stretto (no, non è mio marito ma fuochino) ha organizzato con Dani&Colf un bel corso di orto sul balcone presso Venturacinqueb&b.

Qui Daniela sorride ai partecipanti indossando la maglietta di 40 Spesi Bene. E’ una delle nostre!

daniela

 

Allora, partiamo dai fondamentali.

 

Illuminazione

Qualsiasi cosa vogliate coltivare, ci vuole il sole. Anche se i terrazzi migliori sono quelli all’ultimo piano, perché il sole gira ma c’è tutto il giorno, basta una mezza giornata di buona illuminazione. Se c’è abbastanza sole la pianta sta meglio e quindi più difficilmente si ammala.

Dice: ma io ho il balcone sulla strada, gli ortaggi si coprono di smog. NO PROBLEM: lo smog si lava via.

Molto peggio un frutto che contiene fitofarmaci, che sono DENTRO e sicuramente si mangiano. (Pensate a quanto dura una mela senza andare a male. Antonio ci ha spiegato che solitamente le mele subiscono 40 trattamenti chimici. A volte l’allergia non è nemmeno ad un cibo specifico, ma a quello che c’è dentro).

 

Terriccio

Meglio di marca, comprato nei garden center. Composizione: torba/terriccio e pomice.

Il tipo con la pomice è da preferire, perché se la pianta è innaffiata troppo (e noi tendiamo sempre ad innaffiare troppo, prima causa di morte delle piante) è in grado di assorbire l’acqua in eccesso. Comunque si può usare anche il terriccio universale.

Quando interriamo il terriccio NON DEVE compattarsi troppo. L’argilla espansa è fondamentale. Meglio acquistare il tipo con palline più grosse, utili proprio per non far compattare troppo il terreno. Bisogna metterne tanta, circa ¼ di vaso, per evitare che la radice entri in quel tratto. E’ importante sfruttare tutto il volume del vaso posizionando bene la terra senza aree non sfruttate.

 

Annaffiatura

Prima regola: mai innaffiare troppo le piante, muoiono.

Ovviamente l’irrigazione automatica è preferibile a quella manuale, però è fattibile se hai il rubinetto sul terrazzo. Se invece hai un balcone senza attacco per l’acqua ma esiste un attacco elettrico, si trovano in commercio dei bidoni in cui stivare l’acqua e quindi irrigare. Quello sotto è un vaso con sistema di irrigazione. Bello, no?

bidone bello

Spesso poi succede di avere piante con necessità di acqua diverse, in questo caso si può risolvere con irrigatori specifici. Anche gli irrigatori a goccia possono funzionare bene, perché riescono ad aiutare la pianta nell’arco della giornata.

Il sottovaso non serve se la pianta è piccola. Utile quando la pianta è grossa, così l’acqua rimane nel sottovaso e lei beve di più.

In generale meglio annaffiare più volte per pochi minuti che poche volte per tanti minuti. Quando invaso le piantine basta un bicchier d’acqua. Poi ovviamente annaffio di più quando la giornata solare è più lunga.

 

 

Sui vasi

I vasi in plastica sono peggio di quelli di coccio, in quanto questi ultimi sono termoregolatori. Lo spazio su un balcone non molto grande resta un problema. Per fortuna esistono tante soluzioni intelligenti. Guardate che bello questo orto verticale!

verticale

 

Oppure questi sacchi per insalata e fragoline…

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o ancora questo tavolo.

⇒ Qui tutti i tavoli per coltivazione

 

Sono un principiante, da cosa inizio?

Compro le piantine e le pianto. I semi se sono un po’ più esperto.

 

Se parto dalle piantine

Rapanello, insalata, biete, ribes, limoni, mirtilli, fragole sono l’ideale per un principiante.

Prendo la piantina, prima la inserisco in un vaso piccolo, una volta cresciuta la sposto in un vaso grande. Attenzione, che le piante da orto hanno la caratteristica di crescere molto. Il colletto della pianta deve sempre restare fuori per una migliore respirazione. Quando taglio l’insalata non devo tagliare il colletto.

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Il pomodoro richiede un vaso molto grande, così come le zucchine (crescono con un andamento strisciante). L’insalata e le verdure in foglia invece molto meno.

Consigli salvaspazio: coste e lattughe possono convivere nello stesso vaso. Non così salvia e rosmarino (le piante emettono degli essudati per difendersi dalle altre piante). In generale è meglio vaso monospecifico.

Le piante aromatiche non sopravvivono in casa, non insistere (come ho fatto io e sono riuscita a sterminare un po’ di tutto. Secondo me i cuochi in tv mentono, il vaso con il timo lo tirano dentro per fare le riprese).

 

Se parto dai semi

Un seme non va interrato troppo in profondità, ma in base alle sue dimensioni. Vedi foto.

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Quindi basta poca terra. Poi schiaccio e compatto il seme che si gonfia ed esce. Possibile mettere in terra il germoglio, ma in questo caso attenzione a non rompere le radici.

 

Concime

La miglior difesa di una pianta è il giusto nutrimento. Il compost non è sufficiente. Contro le bestioline ci vuole la pianta forte e sana più che la chimica.

La cosa migliore è usare concime granulare a lenta cessione che dura 2/3 mesi. Il consiglio è di comprare prodotti di marca, anche se costano un po’ di più.

I composti a base di piretro sono la soluzione ottimale perché si nebulizzano e spariscono dalla pianta nel giro di 12 ore.

I concimi minerali sono derivati dal petrolio, per cui è opportuno prestare attenzione alle quantità che si impiegano. Funzionano, ma sono scelte. Per esempio, Antonio preferisce utilizzare il concime granulare piuttosto che spruzzare e poi mangiare la verdura spruzzata.

 

Spero che questi consigli vi siano utili per iniziare. Se avete domande scriveteci o commentateci.

 

Nel frattempo io devo scappare a comprare i vasi grandi…guardate com’è cresciuta la mia insalatina nel giro di nemmeno 3 settimane!

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