Quella pazza della over 40 che la domenica mattina all’alba corre la campestre

Cosa spinge te, madre, moglie, compagna, donna over 40 che ingrani la quinta il lunedì mattina e vai a tavoletta per almeno 5 se non 6 giorni a settimana, che ti dividi fra casa, lavoro, figli e qualche allenamento rubato, ad alzarti all’alba di una domenica d’inverno – il giorno del “riposo” in quasi tutte le religioni – ad indossare la tenuta da corsa, infilare nella borsa una paio di scarpette chiodate e precipitarti al parco di Monza per la prima prova di corsa campestre della stagione?
Una insana follia…direbbero in molti!

Forse, ma questa follia, per me, si chiama “squadra del cuore”, Canottieri Milano running team!

E così la sveglia suona, è ancora buio. Certo, questa domenica le mie figlie non sono con me, ci sarebbero un po’ di arretrati di coccole, lettone caldo, film della domenica…niente da fare, ho dato la mia parola ai colleghi ed ora parto! La mia dolce metà mi accompagna solo fino alla colazione al canto del gallo, poi mi dice: “Vai! Sei una roccia!” ed ora è tutto affar mio…ma non solo, vedrai!

Eccomi al Parco di Monza, freddo polare, la squadra è già schierata. Grandi abbracci e gioia di vedersi, come sempre, mi son persa la foto di gruppo, ma la mia compagna Chiara è super attiva con la documentazione per il suo blog fashion-running.it.

Bene, i nostri sorrisi non andranno persi! Non può mancare Ivana, la nostra punta di diamante. Dice che è stanca e poco allenata. Ivy, non ci crede nessuno, permettimi!
Rosanna, addirittura, la più veloce fra tutte noi, è qui con sua figlia, un fagotto abbracciato al suo pelouche pronta a fare il tifo per la mamma…anche lei ha passato da poco i 40 e mi batte sempre, ma che dire, basta guardare le sue gambe da vera atleta agonista, la stoffa e la classe, oltre ad anni di allenamento non hanno rivali. Oggi corriamo per la squadra: più piazzamenti in categoria, più punti per tutti, ognuno di noi darà il massimo per sé – come sempre – e per il gruppo.

La gara parte, Rosanna si distingue per la sua falcata aggressiva nel cross corto, altre di noi, fra cui anch’io, meno forti nello sprint, son pronte alla partenza del cross medio, sei km sull’erba morbida, fra salite e discese…da morire! Qualcuna, come Chiara, è alla prima esperienza, ma ce la mette tutta.

Partiamo, gestisco meglio del solito la gara, tifo impareggiabile di chi ha già terminato la prova, grazie, ragazzi, sentir gridare il proprio nome, mentre stai tirando le cuoia, dà, quantomeno, la conferma di essere ancora vivi!!!

posa plastica._

Mi tolgo la soddisfazione della volata finale, in cui supero un’avversaria sorprendendo anche me stessa, mentre un’altra mi sfreccia di fianco sollevando zolle di terra al traguardo.inseguimento

Pazienza, se spingo di più muoio e poi lei è certamente più giovane!

Traguardo, finito, vinto! Prima di categoria (40-45 anni, ca va sans dire), 30 punti alla squadra, ho fatto il mio!

Ora esce anche un po’ di sole, abbiamo vinto tutti.

Gli occhi brillano soddisfatti, un piccolo ristoro, commenti, risate, battute ed ognuno torna alla propria vita.

La prima telefonata ai miei, come da ragazzina. In fondo non è cambiato molto e a me piace far loro sentire la mia voce felice e sentirmi dire brava. Entro in casa e Francesco mi prende fra le braccia più contento di me, ascolta l’entusiasmo dei miei racconti, so che mi ama per questa mia gioia contagiosa, anche se vive meno il mio spirito di competizione ed il mio senso di squadra. Ma ne capisce l’importanza e la condivide. E fra noi c’è un’emozione in più.

Per tutte voi, mamme e mogli, donne che vi dividete fra lavoro, figli e fatiche, spesso combattute fra l’andare o il restare, alzarsi presto un giorno in più per seguire una passione può regalare a chi vi accompagna nella vita una ricchezza d’amore senza pari ed il vostro sorriso, la luce dei vostri occhi non potranno che essere ingredienti essenziali per una serenità semplice, spesso dimenticata.

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