Photo Credit: Mihal Bojin

Quella volta che ero attrice a Broadway

Ho un’amica americana, si chiama Meg.

Mi piacciono queste donne anglosassoni, così dirette e pragmatiche, che ti dicono ciò che pensano senza giri di parole e si aspettano da te la stessa schiettezza senza fronzoli. Tanto noi italiane siamo complesse ed arzigogolate, tanto loro vanno dritte al punto e difficilmente temono di dire ciò che pensano.

Con il suo pragmatismo Meg mi ha sempre trasmesso un’immagine di madre solida e responsabile, immaginate quindi il mio stupore quando un giorno di fronte a un caffé mi dice che in gioventù ha tentato la fortuna a Broadway per diventare attrice di musical.

Staying_Alive_copertina_cdSpalanco la bocca e penso: ma allora queste cose non si vedono solo nei film! Ho davanti una persona che l’ha fatto veramente. Come John Travolta in Staying Alive!

Non mi sono lasciata sfuggire l’occasione per una bella intervistina, sicura che anche alle lettrici di 40 Spesi Bene non dispiacesse curiosare un po’ nella vita di una ex attrice.

Meg, hai sempre voluto fare l’attrice?

No, anche se essendo cresciuta in una famiglia di attori e musicisti sapevo di voler fare qualcosa di creativo. E’ stato durante l’università che ho deciso seriamente di voler diventare un’attrice di musical. Avevo studiato danza sin da quando avevo 3 anni e preso lezioni di canto dall’età di 11.

Quanto tempo hai vissuto a New York in cerca di fortuna?

Per sei anni durante tre dei quali ho fatto in tutto e per tutto la vita dell’attrice. Successivamente mi sono occupata di raccogliere fondi per varie organizzazioni artistiche no profit, prima per un importante teatro e dopo per un’organizzazione che portava gli artisti di ogni tipo nelle scuole pubbliche della città.

Ma è vero come si dice che i newyorkesi sono freddi e poco amichevoli? Ti sei mai sentita sola in città?

A me piace la gente di New York. Non sono assolutamente freddi. Sono tornata di recente e sono stata letteralmente travolta dalla loro cordialità. Quando vivevo là avevo un sacco di amici, colleghi dei vari spettacoli in cui avevo lavorato ed ex compagni di scuola, quindi non mi sentivo sola. Avevo fatto amicizia anche i vicini di casa e alcuni di questi mi scrivono ancora.

Fare l’attrice è così difficile come sembra nei film? Come ti sei mantenuta in quegli anni?

Sì, è durissima. Un sacco di sveglie all’alba, un sacco di no, un sacco di fame!

Qual è stato il tuo miglior ruolo?

Il mio più grande successo è stato quello di prepararmi nel giro di un solo giorno a sostituire l’attrice principale che si era ammalata. Ho imparato la sua parte, l’ho recitata e ho portato a termine tutte le restanti rappresentazioni al suo posto.
Ma il mio personaggio preferito, che ho avuto la fortuna di interpretare, è stato Fiona in “Brigadoon”. Una parte con canzoni meravigliose. Beh, devo dire che mi ha aiutato molto il fatto che il mio co-protagonista fosse un bellissimo ragazzo e che all’epoca fosse anche il mio ragazzo!

Perchè ad un certo punto hai deciso di mollare?

Appena dopo l’inizio delle prove di uno spettacolo in Pennsylvania mi ritrovai in una squallida stanza di hotel e capii che per il Giorno del Ringraziamento avrei voluto stare con la mia famiglia, non a cantare e ballare per degli estranei. Mollai tutto e presi il primo treno per New York. Da quel giorno non ho più fatto un’audizione.

Se tua figlia ti dicesse “Voglio fare l’attrice”, tu cosa le risponderesti?

Fallo. Recitare mi ha dato l’opportunità di incontrare persone incredibilmente talentuose e di visitare parti degli Stati Uniti che non avrei mai visto se non ci fossi andata per lavoro.

Sii onesta: ogni tanto ti manca quella vita.

Mi manca New York City e le risate che ci facevamo tra attori durante le prove e gli show. Non c’è nulla di più grande dell’amicizia con persone che non hanno inibizioni. Mi sento legata ai miei vecchi amici e li ho seguiti durante tutte le trasformazioni della loro vita da attori ad insegnanti, manager ed infine genitori.

Qualche suggerimento per trovare il successo a New York? Qualcosa del tipo “siate affamati, siate folli?”

Ogni giorno può fare la differenza, quindi bisogna tirare fuori il meglio da tutto. Siate svegli, lontani dallo schermo di un pc, fatevi degli amici, vedete sempre nuove cose e  sì, siate molto affamati!