insieme da una vita

Il San Valentino di quelli che stanno insieme da una vita

San Valentino per noi coppie rodate è una festa inutile, ai limiti dell’irritante. Ci sembra una cosa da ragazzini, un pretesto commerciale.

Dice: siete vecchi e cinici,  non sapete più manifestare il vostro amore.

 

E invece no. Solo che per noi funziona in un altro modo.

 

È San Valentino tutte le volte che:

 

Sei malata e lui prende i bambini e li porta fuori a fare un giro, così tu intanto puoi riposare.

 

Lui si fa carino per te, magari nel week-end, quando è stanco della divisa d’ordinanza da lavoro e vorrebbe solo mettersi in pigiama.

 

Si sbarba anche se non  deve andare in ufficio, così quando ti bacia ha la guancia morbida.

 

Gira per casa in jeans a torso nudo (ovazione!).

 

Cucina al posto tuo il suo piatto forte oppure…

Ti porta fuori a cena su due piedi, senza un motivo particolare.

 

Lavorate al pc in silenzio, uno di fianco all’altro, e state benissimo così.

 

Fate lunghe passeggiate in cui vi dite tante piccole cose, che alla fine sono le cose più importanti.

San Valentino

 

Litigate e poi fate la pace chiedendovi scusa. Oppure stando in silenzio abbracciati mentre i figli sono nell’altra stanza.

 

Decidete di andare al cinema, al ristorante o a un corso di ballo. E non saltate le lezioni per nessun motivo.

 

Vi fate una sorpresa anche se non è il vostro compleanno.

 

Lavorate insieme e riuscite a non divorziare nonostante questo.

 

State benissimo separati l’una dall’altro, ma poi è bellissimo ritrovarsi.

 

Non vedete l’ora di raccontarvi la sera quello che è successo di giorno.

 

Sapete ascoltarvi anche quando non sapete dare risposte.

 

Vi mandate a quel paese ma poi passate a riprendervi.

 

Riuscite a dirvi l’80% di quelle cose scomode che potrebbero mandare in crisi un matrimonio. Senza andare in crisi.

 

Potete avere opinioni diverse sull’educazione dei figli ma poi arrivate a una sintesi.

 

insieme da una vita

 

Vi sostenete reciprocamente in pubblico e fate i conti in privato.

 

Guardate in faccia i problemi e non li nascondete sotto il tappeto.

 

Vi basta uno sguardo per capire lo stato d’animo dell’altro.

 

Lasciate i suoceri fuori dalla porta di casa.

 

Vi inviate il link ad un articolo interessantissimo che anche l’altro deve assolutamente leggere.

 

Al ristorante prendete due piatti diversi e poi ne mangiate metà per uno.

 

Non giudicate i sogni dell’altro, ma ne avete ancora tanti in comune.

 

Riuscite ad essere ancora curiosi l’uno dell’altro, a scoprirvi, anche quando vi sembra di sapere tutto.

 

Dopo aver fatto l’amore dormite come un sasso. Oppure chiacchierate moltissimo.

 

Vi sentite liberi, da soli e in coppia.

 

Ridete come con nessun altro.

 

Ma soprattutto dentro di voi ricordate sempre cosa vi ha fatto innamorare.

E ancora oggi ritrovate quella scintilla in una spesa insieme al supermercato, in un film alla tv o in una cena stanca e silenziosa.

 

 

Alla ragazza che ero questa sarebbe sembrata una prospettiva deprimente, presa com’ero da una visione eroica ed elettrizzante dell’amore.

 

E invece, oggi, mi accorgo che l’amore è quella cosa che ti resta appiccicata addosso dopo che ti sei lavata via il trucco, messa il pigiama e spento la luce sul comodino. Quando tiri su la coperta e allungando il piede sei felice di trovare il suo.

 

 

Siete d’accordo?

 

 

photo credits: tamaralvarez e Winnie Wu

 

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