Se non ti piaci è colpa tua

Questa mattina ho aperto l’ armadio cercando disperatamente la mia maglia pervinca: apro i cassetti, sposto le camicie, in un moto d’ira butto tutto per terra. Niente, neanche l’ombra.

Di colpo mi si materializza un’immagine, corro alla velocità della luce nella camera di mia figlia e lo sguardo viene catturato dal bellissimo orso comprato a New York un anno fa: indossa (devo dire con una gran classe, almeno quella) la mia maglia pervinca!!!!!!!! Orrore!!

La mia adorata Tata (non è ironico, l’adoro veramente) deve averla gettata in lavatrice pulendola a 90° e castigandola definitivamente con un bel giro di centrifuga a 1200.

Uhm….non posso neanche prendermela perché è stata così carina (o furba?) da avere quest’idea brillante di farla indossare al pupazzo. Carina o furba che sia, ha raggiunto l’obbiettivo: non mi arrabbierò.

Oltre a questo adesso devo rimettere a posto quel gran casino di vestiti  per  terra.

Raccogliendo osservo quante maglie ho, di ogni genere, colore, simpatiche, sexy, eleganti…Sono praticamente nuove, alcune ancora con il cartellino.

Mi guardo allo specchio ed è lo specchio stesso a dirmi: “Raffaella, è colpa tua, i maglioni non possono camminare verso di te, sei tu che hai scelto di indossare ogni giorno la tuta da ginnastica e le All Star…”

A questo punto prendo una maglia particolarissima, jeans a zampa d’elefante, mi infilo un paio di scarpe fighissime di Sergio Rossi, mi trucco lievemente ma allungo le ciglia di almeno un centimetro con il nuovo mascara “Effetto ciglia finte” di Lancôme, un filo di burro di cacao, già che ci siamo due colpi di ferro ai capelli, mi copro con un poncho color jeans (la mia passione) ed esco sorridente.

Amiche mie, mi sento un’altra e per strada mi accorgo che mi guardano! Pure il macellaio mi dice che sembro un’altra persona. Vado a scuola a prendere mia figlia e le mamme mi fanno i complimenti (vale il triplo fatto da una donna).

Torno a casa più serena, non c’è dubbio. Mi sento rinata: sono uscita per la prima volta da quell’alone di sciatteria frutto di una vita casalinga.

Ragazze, dobbiamo curarci sempre e comunque, qualsiasi lavoro facciamo o anche se facciamo “solo” le mamme a tempo pieno:

per noi stesse, perché ognuna di noi ha dei punti di forza da valorizzare, ognuna di noi ha fascino da vendere (magari nascosto ma ce l’ha).

E’ un’iniezione di autostima fantastica, credetemi.

 

A Kind of Blue