The Queen Father: “Sono la vostra zia saggia”

Se devo intervistare un uomo interessante per questa rubrica non posso assolutamente perdermi Marco Platti-Newey. Due parole per chi ancora non lo conosce. Dal 2009 ha un blog, The Queen Father, in cui parla della sua vita: un marito, un figlio, una vita cool a Londra e tanti post che non smetteresti mai di leggere. Marco è una persona seria che sa far riflettere, commuovere e ridere fino alle lacrime. Oggi però voglio farlo parlare di donne e dei suoi 40 anni…

marcoMarco, tu sei un blogger gay atipico: racconti le tue vicende personali e quelle della tua famiglia omosessuale a Londra con una tale naturalezza da far dimenticare le stravaganze a cui tanti personaggi cinematografici gay ci hanno abituati. E’ per questo che il tuo blog è così seguito?

Permettimi un appunto: la famiglia omosessuale non esiste… Nel senso, io e mio marito siamo omosessuali, mio figlio non saprei (ha sei anni!!), quindi la targa ‘famiglia omosessuale’ è un po’ fuori luogo. Siamo una famiglia omogenitoriale (che pure a chiamarci ‘arcobaleno’ fa tanto Iridella…). Per tornare alla tua domanda, credo sia la banalità del mio quotidiano ed il terreno comune che molti lettori e lettrici ritrovano nelle mie vicende ad essere il punto forza del blog. Figurati che in molti non si sono ancora nemmeno resi conto che io sia un uomo. Ammetto però che quando parlo di candeggio, cucina e marito, la cosa potrebbe creare confusione…

Perché alle donne piace tanto avere un amico, se non il migliore amico, gay?

Siamo l’accessorio del futuro. Scherzi a parte, credo che per una donna sia la situazione ideale dell’avere un punto di vista maschile ed una sensibilità più femminile in un unico pacchetto. Senza voler stereotipare troppo, posso parlare solo per esperienza personale, credo che il mio modo di sentire certe situazioni sia più vicino a quello di una donna, capisco le sue frustrazioni, i suoi sacrifici ed i suoi bisogni, ma riesco anche ad osservare la cosa da fuori, da uomo, e spesso a richiamare certi comportamenti ‘anti maschio’ che spesso sono la causa di rotture ed incomprensioni. Una volta che hai capito che gli uomini sono come bambini, hai vinto, e se te lo dice un uomo, ci puoi credere.

Quali consigli ti senti chiedere più spesso?

Credereste che si tratti di consigli relativi allo shopping, invece no. A me dello shopping non me ne frega un granché. Spesso si tratta di consigli su come gestire situazioni sentimentali, relazioni, scontri tra famigliari, incomprensioni con i figli e con il compagno. Sono un po’ la zia saggia sulla cui spalla puoi piangere, ma non troppo, che poi partono i calci nel sedere.

Ma anche i gay desiderano avere una migliore amica donna? O vi siete un po’ stancati di questo stereotipo?

In molti abbiamo una migliore amica donna (tranne me che sono atipico ed il mio migliore amico è etero come la morte), e questo accade principalmente perché sono proprio le nostre amiche donne a mostrarci più solidarietà ed affetto dopo il coming out. Ci restano vicine, ci supportano e ci capiscono. E poi con loro ci puoi parlare di uomini e di sesso. Voglio dire, come chiedere di più?

Succede mai che un gay chieda ad una donna consigli su come muoversi per conquistare un uomo omo (perdona il gioco di parole)?

Certo! In alcuni casi sono proprio loro che si rendono strumentali nell’inciucio. Così come noi facciamo con loro. Almeno ai miei tempi da single era così, adesso invece se sei single e vuoi combinare, basta che ti scarichi l’app adatta. Triste.

Ti è mai successo che qualche lettore/lettrice del blog ti scrivesse in cerca di consigli?

Mi succede in continuazione ed ho seri problemi a tener dietro a tutte le mail. Spesso però si tratta di situazioni poco frivole: dal bullismo al divorzio, dall’infedeltà coniugale alle ansie da genitore. Insomma, c’ho le spalle larghe. Non che sia un esperto, forse sono un po’ come il tassinaro che ti carica a San Pietro ed a cui, nel mezzo del traffico dell’ora di punta, finisci col raccontare quant’è stronzo tuo marito.
Tanto poi non lo vedi più.

Pensi che essere gay ti abbia dato una marcia in più rispetto agli altri uomini/donne, almeno in alcuni momenti della tua vita?

No. Assolutamente. Adesso meno che mai. Vent’anni fa, fare coming out era un evento cataclismico e sono felice che non sia più così. La marcia in più non te la dà il fatto di essere gay, ma l’aver avuto il coraggio di identificarti come tale malgrado le situazioni, e le palle di camminare a testa alta ed affrontare la qualunque. Sí insomma, tener la schiena dritta quando tutti ti vedono storto non è roba da poco. Mi rendo conto però che il mio è un discorso per fortuna datato. Le nuove generazioni di gay hanno molta più libertà di quanta ne avessimo noi. È giusto e stupendo che sia così, ed è giusto che ognuno acquisti la sua ‘marcia in più’ sulla base delle proprie capacità, non sullo spessore della propria pelle.

Hai da poco compiuto i 40. Cosa pensi di questo compleanno? Milestone o completamente sopravvalutato? Oppure è solo un problema prettamente femminile?

40 anni e non sentirli.
Vederli però è unammerda.
Credo che i 40 di oggi siano i 30 di qualche decennio fa. Siamo tutti più attivi, curati, impegnati, più socialmente attivi di quanto non lo fossero i nostri genitori.
40 è un upgrade.
40 è per godersi la vita su solide basi e per mettere in pratica quello che hai imparato.
40 è per il botox, il collagene e gli esorcismi.
40 può essere tu invecchiato o semplicemente il nuovo tu.

Come vedi il futuro del tuo blog? Resterà così, restyling, libro, film sulla tua vita…

In genere faccio la ristrutturazione del blog durante le vacanze estive. Il libro è tutta colpa mia, perché c’è un contratto, ma non ho ancora buttato giù niente. Per la TV ci stiamo attrezzando (MARIA! SCOPRIMI!).

Lo sapevo lo sapevo che prima o poi uscirà il libro! Grazie, Marco!