Photo Credit: Jason Priem

Quel viaggio della maturità, senza meta e cellulare

Maturità finita.

Sensazione di leggerezza che poche volte si riprova nella vita e scatta la voglia di andare via, lontano.

Giulia, naufragati i tentativi partiti nel mese di gennaio di organizzare una vacanza con i compagni perché non sono riusciti a mettersi d’accordo sulla meta, andrà una settimana a Barcellona con un paio di amiche, volendo conciliare le visite alla città e ai musei con un po’ di spiaggia.

I miei fortunati figli l’esperienza delle vacanze senza i genitori l’hanno già provata, ma il viaggio dopo la maturità resta sempre qualcosa di speciale, unico, pieno di aspettative e di sogni.

Io per poter fare la mia prima vacanza da sola ho dovuto aspettare di potermela pagare, quindi ho dovuto rimandare all’estate dei miei 20 anni, dopo un inverno di lavoretti e baby sitting. Destinazione: Isola d’Elba con una tenda e la stessa voglia di avventura.

Si, certo, l’avventura…

Quando sono partita con un gruppetto di amici (è vero, non andavo dall’altra parte del mondo)  avevamo giusto una vaga idea della zona dove avremmo potuto trovare un campeggio a buon prezzo grazie alla segnalazione di chissà chi. Ci siamo messi in strada, abbiamo preso il primo traghetto disponibile e una volta arrivati abbiamo pure sbagliato il campeggio ma andava bene lo stesso… Niente telefoni, giusto un paio di chiamate a casa da una cabina Sip con la fila fuori per far sapere che ero viva!

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Photo Credit: Davide Costanzo

Tutto questo non sapere faceva parte del mistero, dell’aspettativa e dello spirito di avventura, appunto.

 

 

 

 

 

Oggi si sa praticamente tutto: Giulia e le sue amiche hanno scelto l’appartamento dove alloggeranno e conoscono anche il colore delle piastrelle del bagno, su Google possono visualizzare l’edificio, la strada, il quartiere. Organizzare nel dettaglio le loro giornate e prenotare i biglietti di accesso ai Musei e, volendo, decidere già dove andare a mangiare… Tutto molto bello ma… che peccato!

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Photo Credit: Alessandro Grussu

Ora che mi trovo dall’altra parte della barricata sono felice che i tempi siano cambiati, inutile nasconderlo.

Sapere di poter contattare i miei figli in qualsiasi momento anche quando sono lontani è un sollievo, ma loro si perdono due parti fondamentali del viaggio: l’ignoto e l’avventura.

Ah, Giulia, mi raccomando, telefono sempre acceso e carico!